Una vera e propria tempesta si abbatte sulla Electrolux in Italia, facendo scattare l’allarme rosso a Solaro: 1700 posti di lavoro a rischio in tutta Italia. La multinazionale svedese ha calato la scure sul proprio assetto produttivo in Italia, annunciando un piano di riorganizzazione drastico che prevede 1.700 esuberi su scala nazionale. Si tratta di una cifra pesantissima che rappresenta quasi il 40% dell’intera forza lavoro del Gruppo nel Paese, attualmente stimata in circa 4.500 dipendenti.
Dalla direzione di Electrolux Group la motivazione viene affidata a una nota che descrive un mercato europeo degli elettrodomestici in crisi profonda, segnato da una domanda debole, una pressione competitiva sempre più aggressiva e costi strutturali elevati. In questo scenario, l’azienda ritiene necessario un piano di ottimizzazione globale per rendere l’organizzazione più agile, puntando sulla razionalizzazione dei volumi e sulla concentrazione delle risorse verso i prodotti a maggior valore aggiunto.
Electrolux annuncia 1700 tagli in Italia, allarme a Solaro, lavoratori in sciopero
Nonostante il Gruppo confermi formalmente la centralità strategica dell’Italia, la realtà dei fatti delinea un ridimensionamento che coinvolgerà tutti i cinque siti produttivi del Paese, inclusa la fabbrica di Solaro.
La reazione delle sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm è stata immediata e durissima a seguito del tavolo di Venezia Mestre. I rappresentanti dei lavoratori hanno definito il piano inaccettabile, sottolineando come la ristrutturazione colpisca duramente ogni stabilimento e preveda addirittura la chiusura definitiva del sito di Cerreto d’Esi.
Per queste ragioni, è stato proclamato lo stato di agitazione permanente accompagnato da 8 ore di sciopero nazionale, che verranno declinate con modalità specifiche in ogni sito produttivo. A Solaro, già da domani, martedì 12 maggio, ci sarà sciopero di 1 ora e mezza all’inizio di ogni turno, con assemblea davanti alla portineria di Corso Europa.
Sciopero Electrolux a Solaro con assemblea davanti alla portineria
A Solaro, dove la produzione di lavastoviglie rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia locale e dell’indotto, la preoccupazione tra le tute blu è altissima. I sindacati hanno già confermato l’intenzione di coinvolgere le istituzioni locali per creare un fronte comune contro un piano che rischia di svuotare il tessuto industriale della zona. Nel frattempo, la direzione aziendale ha chiuso la porta a possibili partnership esterne, escludendo per l’Italia operazioni simili a quella siglata negli Stati Uniti con il colosso Midea.
Mentre Electrolux assicura l’impegno a individuare misure per attenuare le ricadute sociali e sostenere i lavoratori nella transizione, il coordinamento sindacale ha chiesto un intervento immediato del Governo con una convocazione urgente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per la comunità di Solaro si apre ora una fase di incertezza e lotta, con l’obiettivo di difendere il futuro occupazionale di uno dei poli manifatturieri più importanti della Lombardia.



