di Stefano Di Maria
Half Man è la miniserie di cui parlano tutti, una storia drammatica ideata da Richard Gadd (già creatore di BABY REINDEER) e interpretata dallo stesso Gadd e Jamie Bell. Disponibile in streaming su HBO Max, in sei episodi, è un titolo assolutamente da non perdere, che da solo vale l’abbonamento alla piattaforma.
Qui sotto il trailer italiano ufficiale di HBO Max
HALF MAN – La trama
La miniserie affonda nelle pieghe più intime del rapporto tra Niall e Ruben, due fratelli legati da un affetto che nel tempo si trasforma in una forza ambigua, capace di sostenerli e allo stesso tempo di ferirli. Il racconto attraversa quarant’anni della loro vita, seguendo le fratture, le riconciliazioni e i silenzi che definiscono una relazione segnata da ciò che non riescono a dirsi. Nel percorso di vita di Niall e Ruben emergono fragilità che si intrecciano a un bisogno profondo di appartenenza, mentre il tempo amplifica incomprensioni e rimpianti.
HALF MAN – La recensione
Fin dal primo episodio si ha l’impressione di non trovarsi in una storia familiare come tante: c’è qualcosa di non detto fra i due protagonisti, addirittura di morboso. E’ come se si attraessero e respingessero a un tempo, celando l’un l’altro il vero volto che si nasconde dietro le maschere di bravo e cattivo ragazzo.
La storia non si limita a mostrare il conflitto, ma indaga ciò che lo genera. In questo contesto i temi affrontati sono diversi e tutti pregnanti: c’è l’incapacità di riconoscere la propria vulnerabilità, le proprie debolezze; c’è il peso di rispettare le aspettative sociali mettendo da parte la propria vera natura; c’è la violenza come reazione al trauma; c’è il rapporto genitoriale conflittuale.

Gli altri personaggi sono solo di contorno. Scrittura e regia si concentrano su Niall e Ruben, interpretati da due magnifici Richard Gadd e Jamie Bell, costruendo fra passato e presente un ritratto complesso della mascolinità, dove l’amore fraterno diventa specchio dei rispettivi segreti, fino a scoprire che hanno in comune molto più di quel che credono.
Non si tratta di una serie facile. Non per la sua costruzione narrativa quanto per la durezza di un racconto che non fa sconti, che scava nell’animo dei protagonisti e nel loro legame tossico. Di riflesso ci spinge a interrogarci: a differenza di Niall e Ruben, noi sappiamo affrontare i nostri demoni?
IL NOSTRO VOTO
8,5
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