Senago, le testimonianze dei sopravvissuti alla tragedia di domenica all’alba.
“Noi gli dicevamo di rallentare e lui andava a tutta velocità”. Sono le dichiarazioni dei sei ragazzi superstiti dell’auto finita nel canale Villoresi a Senago. È domenica mattina, quando davanti ai carabinieri del Radiomobile di Rho provano a ricostruire quei momenti poco prima di finire sott’acqua.
Tre di loro non riemergeranno: sono Lorenzo Benin, Camilla Copparoni, Riccardo Provasi, tutti diciassettenni di Paderno Dugnano. Alcuni di loro avevano iniziato la serata con una cena in un ristorante di Palazzolo. Poi da lì la festa per un diciottesimo è proseguita a Lainate. Qui erano arrivati con due auto e alcuni di loro accompagnati da un genitore. “Siamo usciti dal locale verso le 3:30 rimanendo a parlare fuori per un’ora”, raccontano alcuni di loro ai Carabinieri. È a questo punto che realizzano di non avere più a disposizione la seconda autovettura.
La seconda auto che è venuta a mancare per il rientro a Paderno Dugnano
Un loro amico pare sia rincasato prima. Così balena l’idea di salire tutti sulla stessa auto: un’Audi A2 di un diciottenne di Cormano. “Paderno dista appena cinque chilometri”, si sono detti. Il gruppo di amici puntava infatti di arrivare a Paderno e poi a Calderara per lasciare almeno quattro di loro.
Decidono di salire tutti su quell’auto: sono in nove, i posti solo cinque. Si siedono uno sopra l’altro. La strada più breve è quella di via per Cesate tagliando all’interno del parco delle Groane. Dalla discoteca di Lainate sono circa 17 km, ci vorrà poco più di mezz’ora. Con autostrada o con la Varesina e la Rho-Monza si farebbe prima, ma forse i ragazzi pensano al maggiore rischio di imbattersi in un controllo.
“Più volte abbiamo detto di andare piano. Arrivati a una curva stretta tirava dritto e siamo finiti con l’auto nel canale”, ricostruiscono i sopravvissuti. “Ho chiuso gli occhi, ricordo solo l’acqua. Avendo il finestrino aperto sono riuscita a uscire con fatica e a mettermi in salvo”, aggiunge una sopravvissuta. In quel momento, è il panico. Alcuni di loro riescono a raggiungere i lati del canale, qui verranno ritrovati sui rovi dai soccorritori. Nel frattempo, il conducente sarebbe tornato nell’abitacolo per estrarre il corpo della prima vittima: era Camilla, studentessa e appassionata di pallavolo. Avrebbe provato a rianimarla, senza riuscirsi.
Sentendo le urla disperate, si fermano i primi testimoni di passaggio da via per Cesate. C’è un uomo di Garbagnate che riesce a bloccare un carroattrezzi. Allungando le funi agganciano alcuni di loro. Ma nel frattempo, altri due amici di quella compagni sono annegati. Sono Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, amici di Calderara, verranno ritrovati bloccati in auto dai soccorritori.
A queste testimonianze manca ancora quella del conducente. Il diciottenne si trova a San Vittore in attesa di essere sentito. Per lui l’accusa è di omicidio stradale plurimo aggravato dallo stato d’ebbrezza. Da oggi saranno eseguite le autopsie sulle salme delle tre vittime. Poi sarà la volta dell’ultimo saluto, giorno in cui a Paderno Dugnano sarà proclamato lutto cittadino.




