Attimi di terrore nella mattinata di oggi, mercoledì 24 giugno, all’interno dell’ospedale di Passirana di Rho, dove un uomo ha seminato il panico nella struttura sanitaria prima di essere immobilizzato dalle forze dell’ordine.
Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, l’uomo – un cittadino italiano – è entrato nella struttura urlando in evidente stato di agitazione. Subito dopo si è diretto verso la cappella dell’ospedale, appiccando il fuoco all’interno del luogo di culto. In un drammatico crescendo di tensione, l’uomo si sarebbe poi inferto dei tagli alle braccia e avrebbe puntato un coltello contro gli infermieri presenti.
L’allarme è scattato immediatamente, facendo confluire sul posto i soccorsi e le forze dell’ordine in pochissimi minuti.
Passirana di Rho, folle in azione all’ospedale, intervento dei Carabinieri con il taser
I Carabinieri, giunti prontamente sul posto, sono riusciti a intercettare l’uomo. Per fermare la sua furia e metterlo in sicurezza prima che potesse ferire il personale o i pazienti, i militari sono dovuti ricorrere all’utilizzo del taser. Una volta immobilizzato, l’uomo è stato definitivamente bloccato.
Contemporaneamente, nell’area dell’ospedale sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che con rapidità hanno domato le fiamme divampate all’interno della cappella, evitando che il fumo e il fuoco si estendessero ad altri reparti della struttura.
Sul grave episodio sono intervenuti Fabrizio Cecchetti (Deputato lombardo della Lega e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera) e Christian Colombo (Consigliere della Lega in Città Metropolitana di Milano), che in una nota congiunta hanno espresso vicinanza ai lavoratori dell’ospedale:
«Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai medici, agli infermieri e a tutto il personale dell’ospedale di Passirana che questa mattina ha vissuto momenti di grande paura. Rivolgiamo un sincero ringraziamento ai Carabinieri e ai Vigili del Fuoco, intervenuti con rapidità e professionalità, evitando che la situazione potesse avere conseguenze ancora più gravi. Quanto accaduto conferma quanto sia fondamentale garantire sicurezza anche nei luoghi di cura, a tutela di chi ogni giorno lavora al servizio dei cittadini».




