Arese, parchi più protetti con le nuove telecamere collegate alla Locale.
La sicurezza è essenziale per garantire la vivibilità, la convivenza civile e la libera fruizione degli spazi pubblici. E la videosorveglianza dà una mano a prevenire il degrado sociale, danneggiamenti e migliorare altresì la qualità della vita dei cittadini.
Così in municipio, avvalendosi del finanziamento regionale di 20.000 euro, si son risolti di dare attuazione al progetto “Osserviamo i parchi”, che incrementa gli standard di sicurezza e migliora il presidio del territorio e in particolare dei parchi. Una risposta anche a chi nei social contesta che il Comune faccia poco per la sicurezza, nonostante che in città i reati sono diminuiti del 30% rispetto al passato. Il progetto consiste nell’installazione di telecamere e nella messa in opera con diretta connessione alla centrale operativa della polizia locale.
Arese, nuove telecamere nei parchi, dove saranno
I dispositivi sono previsti nei parchi della Roggia di via dei Platani, Papa Giovanni Paolo II di via Einaudi e Blu di via Sempione. Vengono dotati di telecamere quei parchi, che in passato hanno suscitato allarme sociale per episodi di disturbo, danneggiamento di strutture e giochi, imbrattamenti e uso di sostanze alcoliche e stupefacenti. L’incarico è stato affidato alla ditta Enet Solutions Srl di Milano per 75.039,35 euro complessivi. Nel parco Papa Giovanni Paolo II v’è già un piccolo sistema di videosorveglianza risalente al 2008, per cui viene ammodernato con tecnologia più performante e implementato con nuovi punti di sorveglianza in modo da coprire l’intera area verde e gli accessi su viale Einaudi e su via Campo Gallo.
Poi il parco Blu e via Cascina San Pietro con 7 nuovi punti di controllo e telecamere nei punti d’accesso su viale Sempione e su via Manzoni. Infine il parco La Roggia e via Ferrari con 11 punti di controllo e la sorveglianza degli ingressi su viale dei Platani e su via Ferrari. I punti d’accesso dei tre parchi vengono dotati di telecamere ben visibili per dissuadere i malintenzionati a introdursi all’interno.
Domenico Vadalà





