Un folle inseguimento tra le vie del quartiere “Crocione” di Seregno, un impatto contro il marciapiede e infine le manette. È il bilancio di una serata particolarmente impegnativa per i carabinieri, dove un ventenne del posto, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Sezione Radiomobile di Seregno per fuga pericolosa al termine di una rocambolesca sequenza di eventi.
Non si ferma all’alt, parte l’inseguimento, poi lo schianto
Tutto è iniziato intorno alle ore 20 in via Solferino. Una pattuglia dell’Arma, impegnata nei consueti controlli del territorio, ha intimato l’alt all’autovettura condotta dal giovane. Il conducente, anziché accostare, ha premuto a fondo sull’acceleratore scatenando una rischiosa corsa a tutta velocità per le strade cittadine. La fuga si è conclusa poco dopo in via Brecht, dove il veicolo – risultato poi preso a noleggio – ha perso aderenza finendo la propria corsa contro un marciapiede. Il mezzo incidentato è stato in seguito recuperato e restituito alla società proprietaria.
I successivi controlli condotti dai militari hanno portato a galla numerose altre irregolarità, sia amministrative che penali. Durante la corsa, il ragazzo aveva cercato di disfarsi di circa 2 grammi di hashish lanciando due involucri dal finestrino, gesto che gli è valso la segnalazione alla Prefettura di Monza come consumatore. Presentando evidenti sintomi riconducibili all’uso di stupefacenti, il ventenne è stato invitato a eseguire i test tossicologici di rito, ma il suo netto rifiuto ha fatto scattare la denuncia a piede libero per la violazione dell’articolo 187 del Codice della Strada.
A complicare ulteriormente la sua posizione sono stati poi il rinvenimento nel bagagliaio dell’auto di una mazza da baseball in metallo lunga 70 centimetri – con conseguente denuncia per porto abusivo di oggetti atti ad offendere – e la contestazione per guida senza patente, titolo che il giovane non aveva in realtà mai conseguito.
Dichiarato in arresto in flagranza, il ventenne è stato inizialmente accompagnato presso la propria abitazione ai domiciliari su disposizione del Sostituto Procuratore di turno della Procura di Monza. Il giorno seguente, il Tribunale monzese ha convalidato l’operato delle forze dell’ordine, confermando la misura cautelare della permanenza in casa in attesa della definizione del processo.





