Paderno, dalla Striscia di Gaza i bambini hanno risposto al Centro Diurno del Villaggio Ambrosiano.
Un ponte di pace fatto di disegni. Apollonia ha preso matite colorate e pastelli. Ha disegnato un cielo terso, attraversato da palloncini gialli, rossi e verdi. Li ha accompagnati con una frase: “Non c’è via per la pace, la pace è la via”. Anche Luigi ha scelto le parole per il suo messaggio: “Cari bambini, vi siamo vicini. Perché con il vostro candore avete mitigato l’amaro sapore della guerra”.
Elios, invece, scrive: “Le guerre sono l’ignoranza dei popoli che ignorano la condivisione, il rispetto e il dialogo”. Al suo pensiero ha affiancato un disegno dedicato alla pace. Come loro, altri sei compagni del Centro Diurno Integrato Ein Karem della Cooperativa Caf Due hanno realizzato disegni, lettere e messaggi di pace.
Un’iniziativa nata spontaneamente dopo aver ospitato HeArt of Gaza, la mostra internazionale che raccoglie i disegni realizzati dai bambini della Striscia di Gaza. Immagini che non raccontano soltanto la guerra, ma un’infanzia ferita: case distrutte, paura, dolore, assenze e desideri di pace. Disegni che stanno facendo il giro del mondo grazie all’impegno del ricercatore palestinese Mohammed Timraz e dell’irlandese Féile Butler. Davanti a quelle immagini, gli ospiti del centro diurno del Villaggio Ambrosiano hanno riconosciuto qualcosa che appartiene anche alla loro storia. Molti di loro, oggi ultraottantenni, portano ancora nella memoria i bombardamenti, la distruzione, le sirene e le separazioni che hanno segnato l’Europa durante la Seconda guerra mondiale.
“Guardando quei disegni hanno riconosciuto qualcosa che appartiene anche alla loro storia”, spiega Daniela Lostorto della Cooperativa Caf Due. È nato così un gesto semplice e, insieme, straordinario: gli anziani hanno realizzato a loro volta disegni, lettere e messaggi destinati ai bambini di Gaza. Un dialogo tra generazioni e tra popoli, affidato alla forza delle parole e delle immagini. Tutto è stato inviato ai bambini di Gaza. E, dopo un po’, è arrivata una risposta. “I vostri messaggi hanno raggiunto i nostri cuori prima ancora di arrivare nelle nostre mani – scrive Mohammed Timraz, fondatore del progetto di arteterapia HeArt of Gaza – In un tempo segnato dalla guerra e dalla distruzione, gesti come questi diventano una finestra di speranza e un ponte umanitario che unisce le persone”.
Forse nessun disegno può fermare una guerra. Ma ogni gesto autentico può rompere il silenzio, costruire un ponte e ricordarci che la pace nasce sempre da un incontro tra esseri umani. “Ed è questo che è accaduto a Ein Karem – conclude Lostorto – Con la semplicità di chi ha conosciuto la guerra sulla propria pelle, hanno regalato ai bambini di Gaza ciò di cui nessuno dovrebbe mai essere privato: la certezza che, da qualche parte nel mondo, qualcuno continua a sperare insieme a loro”.





