Rosa Bazzi, Massimo Bossetti, Alberto Stasi rinchiusi nel carcere di Bollate (di cui vi abbiamo parlato in questo articolo) che lavoro fanno? La risposta arriva dall’Ansa che ha rivelato come passano le giornate i più noti detenuti degli ultimi anni che hanno diviso l’opinione pubblica tra innocentisti e colpevolisti. Tuti sono reclusi a Bollate, modello avanzato di struttura penitenziaria. C’è chi sta ai fornelli, chi risponde al centralino del call center, chi rigenera macchine per caffè. “Sono retribuiti con la mercede (così si chiama lo stipendio dei reclusi), da poche centinaia di euro e in qualche caso fino a mille euro: denaro che alcuni riservano per sé, altri destinano alle loro famiglie”, spiega l’Ansa.
Rosa Bazzi, condannata all’ergastolo per la strage di Erba dell’11 dicembre 2006 assieme al marito Olindo Romano, è inserviente nella casa di reclusione di Bollate, ma è impegnata anche nella creazione di borse e accessori di cuoio per una cooperativa che sostiene progetti in favore dei bambini in Africa.
Qui è detenuto anche Massimo Bossetti, “fine pena mai” per l’omicidio di Yara Gambirasio avvenuto a Brembate di Sopra il 26 novembre 2010. L’ex muratore di Mapello lavora per conto di un’azienda che, insieme a Bee4, ha creato il progetto Second Chance (seconda possibilità): rimettere a nuovo macchine per caffè espresso ormai rovinate.
Invece Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007: lavora al call center di una nota compagnia telefonica, che ha stipulato una convenzione con la “Bee4 altre menti”, impresa sociale fondata nel 2013, che offre opportunità di riscatto a persone che hanno incontrato il carcere.
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