
La comandante della Polizia locale di Corbetta fermata a Baranzate dai carabinieri che hanno trovato droga nella sua auto, adesso passa al contrattacco e denuncia sia quello che sospetta essere l’ideatore della “trappola” e anche i carabinieri che hanno redatto il verbale.
La vicenda, con molti punti ancora da chiarire, adesso si fa ancora più intricata.
Tutto è partito da quella tarda serata del 3 gennaio scorso, quando Gaia Lia Vismara, 31 anni, incensurata e comandante della Polizia locale di Corbetta, viene fermata a Baranzate in via Merano, all’uscita da una palestra della parrocchia, dove ha appena terminato una partita a pallavolo con degli amici. I carabinieri ispezionano la sua auto e trovano delle dosi di stupefacenti.
La donna nega che quella droga sia sua. Addosso non ha nulla e anche nella sua abitazione, dove prosegue la perquisizione, non viene trovato nulla.
Decide inoltre di sottoporsi volontariamente e senza che le sia richiesto, all’esame tossicologico del capello, il cui esito esclude che abbia mai fatto uso di sostanze stupefacenti.
La comandante è sicura: hanno cercato di incastrarla e lo stesso pensa il sindaco di Corbetta, Marco Ballarini, che si è schierato subito dalla sua parte.
Adesso il colpo di scena: la vigilessa ha presentato denuncia contro 3 carabinieri della tenenza di Bollate e anche contro un quarto uomo, indicato come sospettato di avere architettato quella che la difesa della comandante considera una trappola.
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