Da questa settimana sarà chiuso al traffico il tratto della Sp 31 che collega Rovello Porro a Rovellasca, a partire dalla rotatoria che confina con Cogliate e Saronno. E' l'inizio dei cantieri per la realizzazione della “bretella” di collegamento con Pedeomontana, opera connessa indicata con il nome di TRCO11. Un'avvio lavori che provoca la delusione e la preoccupazione dei tanti che da anni si battono per la modifica del progetto, considerato troppo invasivo e poco funzionale. “10 giorni fa hanno picchettato i lotti interessati, oggi la comunicazione di chiusura del provinciale per l'avvio dei cantieri, questo mentre la procedura
di esproprio è ferma alla presa in possesso e non è ancora stata avviata la procedura di esproprio vera e propria con relativa accettazione e pagamento dei compensi previsti” -spiega Liliana Carugati, di Rovello Porro, da sempre in prima linea contro il progetto che vede l'opposizione anche di residenti a Misinto e
coinvolge anche i territori di Cogliate e Lazzate.
“Iniziano i lavori nonostante non sia stato presentato alle varie amministrazioni uno straccio di progetto
esecutivo. Ai singoli proprietari, che hanno avanzato non poche osservazioni, nessuno si è degnato di rispondere. Tutto questo nonostante la non copertura finanziaria della realizzazione del
lotto. Siccome Pedemontana è un appalto pubblico, anche se eseguito da una società privata, valgono le regole degli appalti pubblici che impongono la copertura preventiva del valore
dell’appalto. Ma la copertura finanziaria non c’è. Pedemontana ha chiuso il bilancio 2013 a
settembre 2014 solo grazie a un prestito di Serravalle e già sui
giornali si scrive che non riuscirà a chiudere il bilancio 2014.
C’è quindi il rischio fortissimo che i lavori si fermino e questo sarebbe un problema sull'asse principale chiuso al traffico, ma un problema ben più grave e pericoloso per i lavori che coinvolgono strade provinciali e comunali. Cosa succede se i lavori si interrompono lasciando una viabilità provvisoria e parti di
cantiere?”. Nei mesi scorsi anche le Amministrazioni
comunali interessati avevano chiesto maggiori garanzie sulla
realizzazione dell'opera, ma a quanto pare queste assicurazioni non
sono giunte, eppure i lavori stanno ormai per partire.
“Come Comitato – si legge in un documento diffuso dai cittadini maggiormente coinvolti nella vicenda- pensiamo che i nostri sindaci, legittimamente preoccupati delle prospettive
avrebbero ogni diritto di interrompere i lavori con ordinanza fino a
che non sia garantito che i lavori possano essere completati e soprattutto coperti da finanziamento come previsto dalla legge e in tal senso chiediamo la loro disponibilità”.
Lo stesso comitato sta valutando la possibilità di rivolgersi all'Autorità nazionale anticorruzione per chiedere una verifica sulla regolarità delle procedure seguite, sottolineando anche che “Le Amministrazioni Comunali interessate dall’opera di connessione TrCo 11 si sono trovate d’accordo sull’individuare un percorso alternativo che, oltre a risolvere i vari problemi a tutti noti, permetteva un percorso più lineare, più
sicuro e decisamente meno costoso, argomento quest’ultimo di non
secondaria importanza”.
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