Due ospedali chiusi tra Garbagnate e Bollate, ma con storie diverse. L’ospedale di Bollate è stato di fatto chiuso col trasferimento a Garbagnate dei reparti, avvenuto in agosto, e sarà trasformato in Pot (Presidio ospedaliero territoriale, ossia un insieme di ambulatori), mentre l’ospedale vecchio di Garbagnate è stato chiuso poiché nelle scorse settimane si è completato il trasferimento dei reparti nella nuova e modernissima struttura costruita di fianco. Adesso a Bollate c’è rammarico, la gente capisce solo ora ciò che ha perso (tra l'altro, anche il Pronto soccorso è stato dimezzato, da 24 ore a 12 ore al giorno, e c'è già chi vocifera che presto potrebbe essere chiuso del tutto). Tutto è successo senza che i suoi rappresentanti politici aprissero bocca per dire no a tale chiusura. Adesso però sulle pagine del Notiziario in edicola da domani, venerdì 4 settembre, ospitiamo una lettera di Carmen Ferrara, dipendente dell’ospedale ma anche capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, che rende pubblica tutta la sua amarezza per quanto accaduto. Ed è l’amarezza di molti.
Ma gli ospedali chiusi di cui si parla, come detto, sono due, perché anche attorno al vecchio ospedale di Garbagnate c’è preoccupazione. Ora che è chiuso, si teme che il Comune di Milano (proprietario della struttura) lo possa destinare a maxi centro profughi. E’ così che a Cesate è partita una raccolta di firme per chiedere che tale ospedale garbagnatese abbia un futuro dignitoso e utile alla collettività. La raccolta partirà anche a Bollate da domani, venerdì, come spieghiamo sul Notiziario in edicola appunto da domani. A Garbagnate, invece, nessuno sta raccogliendo le firme e ci si chiede: ai garbagnatesi non interessa il futuro del loro vecchio ospedale?
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