Ha dell’incredibile la scoperta avvenuta a Paderno Dugnano. Per anni è rimasta nascosta agli sguardi dei passanti e degli stessi iscritti all’Anpi che curano la manutenzione della piazzetta di via IV novembre. Attorno allo storico monumento ai caduti davanti alla stazione ferroviaria di Paderno c’è anche una stele che per tutti questi anni è sfuggita ai residenti e agli habitué della zona. La singolare scoperta è avvenuta un paio di mesi fa, durante una fase di potatura di alberi e siepi attorno al monumento. Né in Municipio, né nella locale sezione dell’Anpi si era a conoscenza della sua esistenza. Sulla sua base vi è una scritta da cui sono già partite le ricerche nell’archivio comunale. “1945 – 1965. Perché la libertà viva e sia grande – si legge – Rendiamo onore ai martiri e al sangue versato”. Il monumento in granito alto un paio di metri è stato posizionato in occasione del ventennale della festa della Liberazione, esattamente quarantanove anni fa. Poi il tempo ha iniziato a fare il suo corso: le piante sono cresciute, i rami si sono fatti fitti ed è scomparso silenziosamente alla vista dei padernesi che ne hanno dimenticato la sua esistenza. “E’ stata una grande sorpresa, in tutti questi anni non abbiamo mai sentito parlare di questo monumento – spiega Esole Evangelisti, vicepresidente dell’Anpi padernese – Ci siamo già attivati anche con l’Amministrazione comunale per sistemarlo e poterlo ridare alla città”. L’obiettivo è quello di provvedere alla sua pulizia e alla riparazione della base fortemente danneggiata entro il prossimo 25 aprile, quando la stele compirà esattamente cinquant’anni dalla sua creazione. “Abbiamo subito avviato le ricerche con l’archivio per recuperare la storia di questo monumento – commenta Arianna Nava, assessore alla Cultura – Speriamo di reperire i fondi per poterlo sistemare quanto prima”. Proprio lo scorso anno, l’Anpi si è fatta carico del restauro del monumento di piazza della Resistenza. Un lavoro costato settemila euro e sostenuto grazie alle offerte di rappresentanti politici e simpatizzanti.
Simone Carcano
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