di Sara Calzavacca
Un gruppo di Auto Mutuo Aiuto è uno spazio strutturato in cui persone che attraversano la stessa esperienza condividono vissuti, paure, pensieri, senza gerarchie.
Per chi ha vissuto un percorso oncologico, questo cambia radicalmente le cose.
Perché il cancro non è solo una diagnosi medica.
È un terremoto identitario, la perdita di riferimenti, di leggerezza, di controllo.
È la sensazione di parlare una lingua che gli altri non comprendono più.
Un gruppo AMA serve a questo: a interrompere l’isolamento, normalizzare emozioni che vengono minimizzate e restituire dignità alla paura.
Il gruppo AMA aiuta a non affrontare il percorso da soli
Il nostro gruppo è nato nel 2023. Lo ha progettato e realizzato Laura Lodi (impegnata da allora nella gestione di diversi gruppi AMA), psicoterapeuta psiconcologa, vicepresidente di ATUTTAVITA, con una storia oncologica personale alle spalle.
Non è un dettaglio tecnico: significa che chi guida il gruppo conosce dall’interno il territorio emotivo che attraversiamo.
Siamo tutte donne con una storia oncologica e siamo arrivate in momenti diversi del nostro percorso, ma tutte, prima di entrare, avevamo sperimentato la stessa frattura: sentirci fuori posto nel mondo.
Ho raccolto le loro testimonianze.
Giulia scrive: “Per me il gruppo AMA è stato importantissimo, ero appena stata operata e mi sentivo davvero persa. Conoscervi mi ha fatto capire l’importanza della condivisione, non solo per quanto riguarda l’esperienza della malattia, ma per tutto. Trovare qualcuno che ti comprende appieno perché ha attraversato le tue ‘stesse fasi’ è stato fondamentale.”
Sentirsi “persa” è una condizione comune dopo un intervento. Il gruppo diventa il primo punto fermo.
Alessia Ortolani racconta: “Frequentare il gruppo AMA e conoscervi è stato importantissimo in un momento di vulnerabilità, ho trovato un rifugio di comprensione e supporto, dove ogni storia condivisa rappresentava una fonte di forza. Siete il mio porto, dove so di poter sempre approdare.”
Annalisa descrive qualcosa che chi non ha vissuto l’oncologia spesso non coglie: “Guardavo le vite degli altri invidiandone la leggerezza che la mia vita non avrebbe avuto più… Poi, in corsa, sono entrata nel gruppo AMA… Mai ho avuto la sensazione di non fare parte del gruppo… Come il migliore dei vasi Kintsugi noi rimaniamo qua, rotte forse, ma unite da qualcosa di prezioso.”
Il gruppo non cancella le crepe.
Le tiene insieme.
Alessandra parla dell’identità: “Durante le chemio non mi riconoscevo più… Le chemio mi hanno eroso piano piano portandosi via i miei capelli, la mia identità… Voi siete state il mio specchio. Quando ero con voi ero me stessa… Ho sentito fortemente il potere della sorellanza.”
Lo specchio restituisce, senza giudizi.
Iginia è netta: “Il gruppo AMA per me non è solo un gruppo, è la mia famiglia scelta. Siete le sorelle che non ho mai avuto, capaci di trasformare il buio in luce e le paure in risate.”
Alessia Onorato aggiunge un elemento fondamentale: “Entrare nel gruppo AMA ha significato per me ‘umanizzare’ la malattia… Mi sono sentita trattata senza guanti bianchi o guardata con pietà… Ho ricominciato anche a ridere, a crepapelle.”
Senza guanti bianchi, un punto chiave: la pietà isola dal mondo.
Jessica mette a fuoco una paura che sentiamo di non poter condividere: “È stato quel posto in cui mi sono potuta permettere di dire ‘ho paura di morire ad ogni controllo’ senza che venisse minimizzato. È quel posto merdosamente magico in cui mi viene detto ‘anche io lo sai?’.”
Rosaura scrive: “Il gruppo AMA per me è stato riuscire, dopo tanto tempo, a guardarmi allo specchio (voi) e finalmente riconoscermi. La comprensione reciproca mi ha aiutato a specchiarmi con occhi più indulgenti.” Indulgenza verso sé stesse. Una competenza che molte di noi avevano perso.
E poi c’è la mia esperienza… Il gruppo di Auto Mutuo Aiuto mi ha ridato casa, in me. È stato come aver ritrovato un baricentro. A cosa serve avere una voce, se chi ti circonda non ha orecchie per sentire? Il gruppo ha ridato senso alla mia voce. Mi ha ridato spazio.
Quando parliamo di gruppi di Auto Mutuo Aiuto, non raccontiamo di bacchette magiche e sorrisoni.
Farne parte non elimina la paura dei controlli e non sostituisce un percorso terapeutico individuale, ma evita la cosa più corrosiva di tutte: la solitudine silenziosa.
E quando si attraversa un percorso oncologico, questo fa la differenza tra vita e sopravvivenza.
L’esperienza del gruppo AMA mi ha insegnato che la condivisione è necessaria e salvifica perché la malattia causa isolamento
Il confronto, di contro, restituisce misura, identità, orientamento.
Cercare uno spazio di Auto Mutuo Aiuto è una scelta di cura verso sé stesse.




