La città di Bollate e il comune di Baranzate vivono in questi giorni un triste anniversario che tutti, o quasi, hanno dimenticato: la morte di Franco, un bambino di soli 8 anni, trovato senza vita nel boschetto di robinie tra Baranzate e Bollate.
Una tragedia che scosse l'Italia intera, al punto che la "Domenica del Corriere" del 19 settebre 1967 dedicò alla triste vicenda la copertina e un ampio servizio a firma di Vittorio Notarnicola.
Il bimbo, Franco Spoto, abitava a Milano ma quando la scuola era chiusa stava in villeggiatura dai nonni di Baranzate.
In quei boschi soleva andare con i suoi amici a giocare.
Scartata la pista di un incidente giocando con loro, gli investigatori si erano rivolti alla caccia di un maniaco: le indagini sono state lunghe e complesse, fatte di interrogatori a tutti i pedofili presenti nei registri di Bollate e Milano, fino ad arrivare in via Cavezzali a Milano da un ragioniere di 35 anni il quale non aveva un allibi e gli inquirenti raccolsero una serie di indizi che portavano alla sua colpevolezza.
Prima che il Renzi confessasse, però, passarono mesi: era dicembre quando infatti l'uomo confessò l'omocidio nel carcere di San Vittore.
Sono passati 50 annia da quel terribile fatto di cronaca nera, che a Bollate sembrano aver dimenticato quasi tutti tratte Pierino Marazzani e Daniele Boniardi, che rispettivamente hanno ricordato al nostro giornale la storia e hanno custodito gelosamente l'articolo sul Corriere del povero Fracnco.
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