Bollate, inclusione non solo a parole: il Progetto Alveare con le persone al centro.
“Alveare” è una cooperativa nata nel 2001 da un’idea di Alfonso Albani e Roberto Merati e fin dagli albori la filosofia adottata è stata ben chiara: “insieme di vince”.
Ora al timone di questa cooperativa che dal 2015 ha sede in via IV Novembre nella zona conosciuta come “ex Boston”, c’è il presidente Marco Origgi e insieme a lui ben tre vicepresidenti: Tania Cartagena, Simona Di Marzo e Sara Valorsa. Un’inclusione che parte da dentro, le donne hanno ruoli rilevanti all’interno della cooperativa, infatti quando ci rechiamo a conoscere più da vicino questa importante realtà del nostro territorio, ad attenderci non c’è solo Marco Origgi, ma accanto a sé ha voluto anche Tania Cartagena e Simona Di Marzo.
“Qui ci occupiamo della formazione e dell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate – ci spiega Marco Origgi – che da noi trovano la modalità per far nascere un talento e per crescere. Da noi la persona si forma, impara, interagisce e soprattutto acquisisce consapevolezza e al termine del percorso o resta con noi in cooperativa oppure va a lavorare presso le aziende con cui collaboriamo”.
La scelta di cambiare sede 2015 e di ingrandirsi nasce per l’esigenza di accogliere sempre più persone; al momento ci sono circa 40 i lavoratori dei quali 31 portatori di svantaggio. “Qui da noi le persone acquisiscono fiducia, e noi ci impegniamo affinché raggiungano questo obiettivo, lavorando insieme sulle loro potenzialità – ci spiega Simona Di Marzo – e dobbiamo riuscire ad abbattere tanti pregiudizi che ruotano attorno alle persone svantaggiate. Quando una delle nostre persone entra in un’azienda a lavorare noi ci occupiamo anche di formare il team con cui andrà a lavorare. Educhiamo alla disabilità”.
Uno dei tanti pregiudizi, ci raccontano Marco e il suo team, è quello di considerare lo svantaggiato lavoratore di serie B, capace di inserirsi nel mondo del lavoro solo per svolgere mansioni “inferiori”. Ma non è così, all’interno della cooperativa “Alveare” così come nelle oltre 1300 realtà presenti in Italia, vengono formati donne e uomini, spesso anche laureati, per svolgere attività di: digitalizzazione documenti, data management, elaborazione questionari, materiali per convention, back office e call center per citarne alcuni. Il rapporto instaurato con le aziende che hanno assunto personale dalla cooperativa è basato sulla fiducia, tant’è che continuano a chiedere personale soprattutto le multinazionali in espansione sul territorio nazionale.
“Le persone transitano da noi e imparano – ci spiega Tania Cartagena – il nostro è un percorso di accompagnamento, questa è la vera inclusione. Prima la cooperativa e poi l’azienda. Per noi è importante che le persone capiscano di essere un valore aggiunto non un peso. Accompagnare e creare consapevolezza”. All’interno della cooperativa operano diversi volontari.
“Siamo sempre alla ricerca di volontari, le nostre porte sono aperte. E siamo anche disponibili a dialogare con le istituzioni del territorio per lavorare insieme – commenta Marco Origgi – ma auspichiamo anche una continua a fattiva collaborazione con le aziende, per capire insieme i loro bisogni e le loro necessità in modo da indirizzare la nostra formazione interna”.
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