Cesate, Federica Ferrari, la Ironman che ha conquistato le Hawaii.
Un’impresa straordinaria quella della 39enne Federica Ferrari che, nella vita professionista con un dottorato in geologia applicata all’ingegneria, e sportiva da sempre, ad ottobre si è qualificata per la finale mondiale dell’Ironman, una competizione durissima a cui pochissime persone riescono ad accedere proprio per la difficoltà delle prove da superare in condizioni ardue.
Federica, da sempre attiva nel Friesian team cesatese, non solo è riuscita a terminare la gara, fatto non scontato, ma lo ha fatto in 12,08 ore, tagliando il traguardo nella posizione 816, su circa 2200 partecipanti ammesse alla competizione. La gara si compone di tre prove per tre differenti discipline: 3,8 chilometri a nuoto, 180 chilometri in bicicletta, e infine una maratona da 42 chilometri, il tutto si è svolto nella cornice delle Hawaii, dove la competizione si svolge storicamente dal 1978, quest’anno assegnata alle donne, mentre gli uomini hanno affrontato le prove a Nizza.
Abbiamo rivolto qualche domanda a Federica Ferrari, per comprendere come si affronta e cosa comporta una gara di questo tipo.
Come ci si prepara per una gara di questa importanza?
“Ci si allena, tanto, mesi e mesi di allenamento, nel mio caso circa 14 ore a settimana”.
Il luogo in cui si svolge la competizione è un paradiso, ma ha aggiunto più difficoltà alla gara?
“Le Hawaii sono il luogo in cui è nato il triathlon, la gara è sicuramente più impegnativa perchè il clima è molto caldo e ventoso, il panorama è bellissimo ma la parte di corsa e quella ciclistica si sono svolte nella zona desertica di origine vulcanica, dove tutto è nero e non ci sono piante che possano riparare dal vento. La frazione di nuoto poi si tiene nell’oceano e questo rende tutto più complesso. Il percorso è però stupendo, in una località iconica per questa disciplina, e l’organizzazione è stata impeccabile”.
Qual è stata la prova più dura tra quelle sostenute?
“La maratona, perchè purtroppo ho avuto un infortunio tre mesi prima della gara che non mi ha permesso di prepararmi come avrei voluto, ma alla fine è andata bene e sono soddisfatta della mia prestazione”.
Una prova quindi non solo fisica ma anche mentale, una sfida con se stessi più che contro le avversarie e certamente una magnifica esperienza ricca di soddisfazioni per Federica Ferrari che, dopo aver collezionato nel tempo una serie di vittorie anche a livello nazionale, aggiunge così un altro importante tassello alla sua carriera sportiva.
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