Tra il golfo di Napoli e quello di Ras al Khaimah, passando da Garbagnate Milanese: Ciro Romano, 43 anni, ha un vissuto di esperienze, prospettive e sapori variegato, che da 15 anni a questa parte gli fa indicare con il nome di casa il più settentrionale tra gli Emirati arabi uniti.
Ciro Romano, da Garbagnate agli Emirati Arabi
Partito da Lettere, provincia di Napoli, giunto a Garbagnate poco dopo avere iniziato le scuole elementari, e cresciuto senza dimenticare le proprie origini, se è vero che anche nella frazione di Santa Maria Rossa ha poi nel tempo fatto conoscere i profumi di quella pizza che nel suo stesso nome, Ciro, trovava la garanzia necessaria per quei sapori lì. Quelli che guardano al Vesuvio e che ora guardano a Jebel Jais, propaggine a nord che separa l’Uae dall’Oman.
Dal 2008, Ciro vive negli Emirati con la moglie Laura. E il filo conduttore di questo capitolo di vita sono profumi e sapori, quelli che raccontano di una tradizione di una cultura che è parte di lui. E che lo è sempre di più anche in questo emirato che si affianca ai suoi sei fratelli più noti, Dubai e Abu Dhabi in primis.

Le mozzarelle di Ciro conquistano gli sceicchi
La mozzarella, prima di tutto, pedigree napoletano per eccellenza. E tutti i derivati del latte, tra cui la burrata, “che va particolarmente di moda a Dubai”, spiega la moglie Laura. L’occasione è la trasmissione tv Beker of Emirates, curata dal giornalista Fabrizio Nonis su Gambero Rosso Channel e trasmessa da Sky. Una puntata dedicata proprio al coraggio imprenditoriale e alla scelta di vita di Ciro, che nel recente passato ha avuto modo di prelevare dalla famiglia reale dell’emirato un maneggio: “Vivere negli Emirati sì, lavorare negli Emirati sì. Ma dovevamo crearci qualcosa di nostro, che ci facesse sentire ancora più a casa, di coltivare il contatto con la natura e crearci il nostro paradiso, assecondando la nostra passione”, spiega Ciro nella trasmissione tv.
Cavalli e ristoranti: dopo Garbagnate, la nuova vita di Ciro
Uno che ha avuto la lungimiranza di capire che la qualità paga sempre e comunque. Perché se è vero che può essere difficile vendere un ghiacciolo a un eschimese, anche tra i mari del Golfo Persico e la sabbia del deserto si può apprezzare una mozzarella di bufala. “Abbiamo tantissimi clienti locali , ma anche turisti” delle catene alberghiere del lusso emiratino. Che alzano l’asticella anche in termini culinari, quando si tratta di viaggiare tra hotel con tante stelle quante se ne contano in una ventosa serata d’estate. Così, mozzarella, stracciatella e altre varietà di formaggi hanno conquistato anche i palati di sceicchi e turisti. Adattandosi magari quanto basta ai gusti locali (“con un punto di ph più basso e un prodotto meno calloso e più cremoso rispetto alla nostra mozzarella”), ma senza tradire la tradizione.

Un risultato apprezzato trasversalmente, dai turisti dei 5 continenti, dai locali e anche dagli italiani in transito per quei lidi. Come dimostrano anche i commenti registrati proprio da coloro che sono abituati ai sapori del Bel Paese e che si trovano piacevolmente stupiti nel ritrovarli esaltati a quelle latitudini, come nel ristorante “La Burrata” di Ciro Romano in cui anche Nonis ha condensato il suo giudizio: “Credo che i migliori ambasciatori italiani siano persone come voi, che investono e si insediano in un Paese senza squilibrare il prodotto. Ma hanno autorevolezza di imporre una tradizione, adattandosi fino a un certo punto”.
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