Un uomo di Cesate è stato sorpreso a molestare le bambine alla fermata dello scuolabus.
E’ stato denunciato a piede libero un uomo fermato giovedì 5 novembre intorno alle 15 in piazza della Croce, a Garbagnate in pieno centro città.
L’accusa con la quale i carabinieri della caserma di via Gobetti hanno bloccato l’uomo è grave: adescamento di minori.
Alcuni giorni prima il sindaco Davide Barletta aveva ricevuto da alcuni genitori la segnalazione di un uomo che stazionava in bicicletta davanti alla scuola Elsa Morante di via Principessa Mafalda e alla fermata dell’autobus scolastico.
Le segnalazioni denunciavano anche il fatto che anche alla fermata dell’autobus in via Volta, in prossimità del civico 56, lo stesso uomo attendeva, fermo con la bici, che le ragazzine scendessero per recarsi a casa. In particolare una di esse, che poi proseguiva a piedi verso via Monza, era quella che l’uomo seguiva con più assiduità.
La ragazzina, spaventata, ha avvisato i genitori che a loro volta hanno denunciato il fatto al sindaco, il quale ha subito allertato i Carabinieri del comando di via Bonetti.
Immediatamente è iniziata l’attività di indagine messa in atto dal comandante Giuseppe Maugeri, che ha disposto un servizio di controllo in abiti borghesi di alcuni militari alla fermata in via Volta.
L’operazione ha permesso di individuare una persona che tentava di avvicinare le ragazzine.
L’uomo, insospettito dalla presenza di estranei, soprattutto della mamma che era venuta a prendere la figlia, si è allontanato in sella alla sua bicicletta dirigendosi verso il centro, dove è stato fermato dai carabinieri.
E’ stato identificato in un sessantenne residente a Cesate, italiano, incensurato: è stato condotto in caserma e denunciato a piede libero per molestie e adescamento di minori.
Elogi e ringraziamenti per la tempestività dell’intervento sono pervenuti, a nome dei famigliari, al comandante della caserma e ai militari che hanno condotto l’operazione. Le indagini proseguono per accertare l’esistenza di altri reati I carabinieri invitano eventuali altre vittime a farsi avanti: c’è infatti il sospetto che gli episodi denunciati non siano gli unici.
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