Garbagnate: Ventura, una vita per difendere il Parco Groane.
Intervista a uno degli storici volontari delle Guardie ecologiche, risorsa delle Groane
La cura dell’ambiente è in gran misura affidata a volontari sensibili e dediti alla manutenzione e alla crescita del patrimonio naturale che rappresenta un bene comune; Paolo Ventura, vissuto a Garbagnate e legato al territorio, è uno dei volontari caposquadra di grande esperienza delle Gev del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea. Il Notiziario lo ha intervistato per sapere di più di lui e di questa realtà di volontariato ambientale.
Garbagnate: Ventura e il Parco Groane: l’intervista
Ci racconti di lei…
“Sono nato a Cesate ma dai 2 ai 22 anni ho vissuto a Garbagnate per poi tornare nella casa natia e stabilirmi definitivamente in quel paese. Logicamente le amicizie erano rimaste quelle di Garbagnate dove avevo fatto le scuole primarie e secondarie, dove avevo frequentato l’oratorio, dove giocavo a basket e dove con gli amici si giocava a calcio o si andava nei boschi o in bicicletta fino a quando calava il sole…”.
Da quando ha avuto inizio l’amore verso la natura?
“Probabilmente proprio andando per boschi, facendo capanne con le cannette che servivano per fare ombra ai mattoni delle fornaci, giocando con l’argilla di quei forati ancora crudi, catturando farfalle, grilli durante le serate del mese di maggio, lucertole e cavallette nei mesi assolati, pesci, tritoni e bisce d’acqua nelle “foppe” dei boschi. Cose che non si debbono fare ma allora tutto era possibile per bambini che giocavano maldestramente con la natura con quello che avevano”.
Che cosa l’ha portato ad inserirsi fra i volontari del Parco delle Groane?
“Proprio l’anno in cui mi sono sposato, vidi un volantino che promuoveva un corso per guardie ecologiche volontarie. La curiosità mi ha spinto ad iscrivermi con la certezza che sicuramente avrei imparato qualcosa sul territorio e sulla natura in senso lato, ma non avrei mai pensato di essere ancora qui come volontario del parco dopo 35 anni”.
Come si è trasformato negli anni il Parco?
“È passato da una zona degradata qual era ad una trasformazione sia forestale che di fruizione molto apprezzata”.
Quali sono i parametri per indicare se un parco è migliorato o no?
“Credo dalla percezione della gente che lo vive, dalla trasformazione e tutela degli ambienti con tutte le sue difficoltà, dall’importanza sempre crescente che viene data alla biodiversità che non deve essere soltanto utilizzata come immagine ma come un bene comune”.
Quali sono i problemi di conservazione del parco?
“Nessuno se ci sono le persone che remano in questo senso, se si riesce ad avere un organico adeguato e sono capaci di sfruttare tutte le opportunità per poter presentare progetti e portare a casa i fondi necessari a mantenere e migliorare il territorio”.
Quale ruolo ricopre Paolo Ventura oggi nel Parco Groane?
“Io sono solo uno degli 80 volontari del parco e come tutti gli altri cerco di svolgere al meglio le attività che siamo chiamati a svolgere. La lunga esperienza mi ha portato ad essere caposquadra, parte del coordinamento e referente delle Gev (Guardie Ecologiche Volontarie) sulle attività naturalistiche e ambientali”.
Quali sono i compiti di voi volontari e quelli dei lavoratori assunti?
“I nostri compiti sono legati ai diversi ruoli che ricopriamo: protezione civile con interventi durante le calamità naturali in particolar modo all’incendio boschivo ma anche idrogeologico, ricerca persone insieme alla nostra unità cinofila, assistenza e supporto in casi particolari come ad esempio l’aiuto negli hub vaccinali. Guardie ecologiche volontarie che controllano il territorio con poteri di accertamenti amministrativi su illeciti ambientali, informazione e sensibilizzazione alla cittadinanza e nelle scuole sull’importanza della tutela ambientale spiegandone le bellezze della fauna e della flora fuori dalle nostre case”. Si può parlare ancora di civiltà o inciviltà dell’uomo rispetto alla natura? “Possiamo certamente parlare dell’inciviltà che è dilagante e non vede miglioramenti”.
Ventura, il rapporto con i cittadini e il futuro
Fate manifestazioni per avvicinare la popolazione al Parco?
“Vengono svolte manifestazioni da parte del parco, da alcuni comuni illuminati e per nostro conto promuoviamo visite guidate a cittadini e scolaresche e serate didattiche aperte a tutti nel meraviglioso salone in sede”.
Vi proponete alle scuole per sensibilizzare i giovani alla natura?
“A volte riusciamo, o personalmente o in collaborazione con la cooperativa di educazione ambientale, ad entrare nelle scuole a proporre il nostro progetto volontari per un giorno dove dedichiamo una sessione in aula ed un’uscita sul territorio vicino alla scuola che ha aderito”.
Avete a breve dei progetti che vuole indicarci?
“A parte quanto sopra detto degli interventi nelle scuole, seguiamo da anni monitoraggi e censimenti su flora e fauna in collaborazione con la regione e con le università di Milano, Torino e Varese”.
Ora Paolo Ventura risponde ad una domanda che si è posto lui stesso: Non hai mai pensato che come volontario forse stai portando via posti di lavoro?
“L’ho sempre pensato e ho sempre avuto questa preoccupazione. Sinceramente credo di sì. La preoccupazione però è che, senza alcune tipologie di volontariato, non ci sarebbero aperture ad assunzioni se non dopo molto tempo, e in questo caso quello per il quale mettiamo la nostra passione andrebbe distrutto in breve tempo e troppo ce ne vorrebbe per riportarci perlomeno in pari. Ribadisco però che siamo un supporto e non dovremmo mai andare a sostituirci al personale dipendente”.
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