Parzialmente risolto il giallo del cadavere carbonizzato trovato lo scorso 26 gennaio in un prato alla fine di via Trento e Trieste, in una zona periferica a poche centinaia di metri dalla Bovisasca, quasi al confine con Quarto Oggiaro.
La scoperta è avvenuta casualmente nel tardo pomeriggio di lunedì della settimana scorsa ad opera di un cane meticcio bianco lasciato libero a fare una passeggiata.
Le indagini condotte dagli inquirenti e gli esami autoptici eseguiti dall'Istituto di medicina legale di Milano hanno chiarito l'identità del corpo: si tratterebbe di Glenn Padilla Villamar, 35enne di nazionalità filippina residente a Milano, pregiudicato per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Le indagini, duramente condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, dalla Compagnia di Rho e dal Nucleo Investigativo di Monza, hanno potuto avvalersi di vari elementi identificativi, come un tatuaggio sulla gamba dell'uomo, un'impronta digitale, una protesi all'anca, resti di vestiti e altro. L'uomo probabilmente è stato bruciato sul posto.
Parrebbe quindi essere del tutto allontanata l'ipotesi iniziale di omicidio legato alla mafia.
L'evento ha comunque scosso la comunità novatese.
Maggiori dettagli li potrete trovare nell'ultima edizione de "Il notiziario".
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