il ricordo di Mary, uccisa a 17 anni mentre rientrava a Bollate.
Sono passati 38 anni da quel terribile 8 novembre 1987, giorno in cui la giovane bollatese Mary D’Amelio venne stuprata e uccisa vicino alla stazione dei treni della Bovisa. Maria D’Amelio, detta Mary, aveva solo 17 anni e da qualche tempo si era trasferita a vivere insieme alla famiglia da Milano a Bollate continuando a frequentare la scuola a Milano, il Liceo Cremona, e gli amici nel capoluogo lombardo per cui era solita utilizzare il treno per spostarsi. Anche i nonni abitavano a Milano e quella domenica 8 novembre, dopo aver pranzato proprio da loro e dopo aver e incontrato alcuni amici nel pomeriggio, ha preso come di consueto i mezzi pubblici per tornare a casa, a Bollate, dove i suoi genitori l’attendevano per le 19.45 circa.
Non vedendola rincasare iniziano a preoccuparsi, anche se inizialmente attribuiscono la colpa ad un ritardo dei treni; parliamo di fine anni ‘80, non si usavano i cellulari per cui l’unico modo per provare a cercare Mary è stato uscire di casa e ripercorrere le fermate del bus e poi del treno. Mentre la mamma resta a casa, il papà di Mary esce a cercarla fermandosi poi in via Candiani e più precisamente in un punto in cui ci sono baracche e capannoni.
Mary, uccisa a 17 anni. Una storia da ricordare
La zona a quei tempi era molto diversa da come si presenta ora (non c’era ancora l’attuale stazione di Trenord). Ed è proprio in quel luogo reso spettrale dal buio e dall’abbandono, che il padre trova il corpo di Mary. Seguiranno indagini, mitomani, testimonianze, fino a giungere all’arresto di Roberto Pirovano che all’epoca dei fatti lavorava nella stessa ditta di trasporti del padre di Mary. L’uomo raccontò di essere innamorato della giovane studentessa dai tempi in cui la famiglia viveva alla Bovisa.
Da settimane aveva osservato di nascosto la ragazzina, l’aveva pedinata, aveva nutrito propositi malati, e si era infine convinto che avrebbe accettato un rapporto sessuale. L’aspettò vicino alla stazione, lei cercò di scappare, la inseguì, la catturò, la colpì con un masso, la violentò, forse aiutato da un altro uomo che però non venne mai arrestato, e la uccise.
Sorge su un muro di piazza Alfieri a Milano, accanto alla lapide in ricordo di Mary D’Amelio, un murales, opera dell’artista argentino Bosoletti, intitolato “Il soffio” ed inaugurato a novembre del 2022 in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Mary è stata stuprata, aggredita a sassate e uccisa, ma mai dimenticata soprattutto da chi nel 1987 era una ragazzina.
Manuela Miceli
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