Inaugurate le Vasche di laminazione del Seveso a Senago. Un taglio del nastro con ospiti di rilievo del panorama politico e istituzionale tra cui il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il consigliere regionale Riccardo Pase e l’assessore di Milano Marco Granelli
L’annuncio dell’evento non è stato proprio dei più plateali. Solo qualche giorno fa infatti è apparsa sul sito di Aipo (Agenzia Interregionale per il Fiume Po) una nota con la notizia e la lista degli ospiti. Nella brochure i loghi di Comune di Milano, Regione Lombardia, Aipo e Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico. Assente il logo del Comune di Senago.
Una comunicazione pubblica, sorpresa del tutto inaspettata, è arrivata dall’assessore regionale Gianluca Comazzi martedì. Durante la serata informativa sul referendum organizzata a Senago dal centrodestra ha annunciato che venerdì mattina sarebbero state inaugurate le vasche di laminazione.
Senago, cerimonia d’inaugurazione delle vasche di laminazione del Seveso
La cerimonia si è aperta con il saluto del sindaco Magda Beretta che ha ricordato le perplessità della città auspicando la dovuta manutenzione:
“Non potevo che accogliere l’invito a portare i saluti istituzionali nonostante sia ben nota la contrarietà della città di Senago per l’opera. Senago ha sacrificato parte del suo territorio prima con lo Scolmatore e oggi con le vasche. Auspichiamo che le acque vengano pulite, le vasche svuotate e l’area frequentata da cittadini”.
L’assessore Comazzi ha quindi ringraziato Senago per il sacrificio non scontato, mentre il ministro Pichetto Fratin è intervenuto sulla questione del rischio idrogeologico e delle esondazioni del Seveso.
“Dobbiamo assolutamente adattare i territori e pensare in modo diverso, La pianura padana in Italia fa da start up, anche nella risoluzione di fronte ai problemi dell’area del bacino del Po'”.
La presentazione dell’opera idraulica è stata affidata a Roberto Cerretti, Soggetto Attuatore del Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico della Direzione Generale Territorio e Sistemi Verdi Regione Lombardia.
A seguire gli interventi dei dirigenti di Aipo, il direttore Gianluca Zanichelli, il Rup Marco La Veglia, e il direttore dei lavori Remo Passoni.
Al termine degli interventi si è svolto il rituale taglio del nastro, con visita alle vasche di Senago. Ad essere inaugurata è stata l’area di laminazione già terminata e già entrata in funzione lo scorso settembre. Una capienza utilizzabile di 500mila metri cubi. Un invaso composto da una vasca più piccola da 50mila ed una più grande da 450mila, posizionate una accanto all’altra. Proprio di fronte, dall’altra parte della via De Gasperi, sono iniziati i lavori per la realizzazione di una terza vasca che dovrebbe essere completato secondo il cronoprogramma entro i primi mesi del 2027.
Il sistema complessivo per la gestione delle piene del Seveso
Gli invasi di Senago rappresentano una parte del più ampio sistema per la gestione delle piene del Seveso che comprende altre vasche di laminazione e aree golenali adiacenti a corsi d’acqua. Tra queste quella di Lentate, quella prevista nell’area di Paderno- Varedo e quella di Bresso che, unitamente al raddoppio del canale Scolmatore del Nord Ovest, rappresentano per Aipo e Regione Lombardia la soluzione per evitare i danni legati alle esondazioni dovute al maltempo che colpiscono la città di Milano e i Comuni attraversati dal Seveso.
I comitati “no vasche” a Senago
Fini da quando l’opera era ancora un’ipotesi sulla carta la città di Senago ha iniziato una battaglia contro la maxi opera di laminazione. Comitati per il No, cittadini e istituzioni hanno intrapreso un percorso serrato tra ricorsi in tribunale, manifestazioni, ufficializzazioni di contrarietà a più livelli. Persino una petizione al Parlamento Europeo che non è riuscita nell’obiettivo di fermare i lavori, ma che prosegue ancora oggi chiedendo il disinquinamento del Seveso, tra i fiumi più inquinati d’Europa. Proprio i comitati No Vasche hanno recentemente sollevato nuovamente l’attenzione sulla tematica dei componenti inquinanti presenti nelle acque del Seveso chiedendo alle istituzioni interventi a tutela della salute dei cittadini.
Stefania Priolo


