Un ambulatorio di 10 metri su ruote con tanto di ecografo e mammografo per portare la prevenzione anche all’interno di una casa di reclusione, grazie a Lilt Milano Monza e Brianza: per la prima volta si parla di diagnosi precoce e prevenzione, grazie all’iniziativa che il carcere di Bollate ha attivato con la Asst Santi Paolo e Carlo, in occasione della Settimana nazionale per la prevenzione oncologica, nei giorni dal 18 al 26 marzo.
Lilt in carcere a Bollate per la settimana della prevenzione
Il progetto di sensibilizzazione e diagnosi precoce ha debuttato nella Casa di reclusione di Bollate, grazie allo spazio Lilt Mobile: si tratta di un ambulatorio mobile di 10 metri, con a bordo ecografo e mammografo per offrire alle detenute e alle operatrici un check-up senologico. All’interno dell’infermeria del carcere, è invece offerto un check-up ginecologico.
Gli screening per le detenute e per il personale del carcere
Nei giorni precedenti, Lilt ha organizzato una serie di quattro incontri di sensibilizzazione sulla prevenzione al femminile a cura di una ginecologa, rivolti alle detenute dai 20 ai 70 anni, oltre che un doppio incontro dedicato alle operatrici della struttura. Il tentativo è così quello di riannodare il filo con la prevenzione, allentatosi durante il periodo della pandemia con un significativo rallentamento degli screening oncologici regionali e delle uscite dal carcere per gli esami. Al progetto hanno aderito, con visite ed esami, 200 donne: l’80% delle detenute e il 90% del personale femminile della casa circondariale di Bollate.
Redazione web
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