Gli anni d’oro del Grande Real? Macché. Il Mondiale dell’Italia del 2006 o il Triplete dell’Inter di Mourinho? Neanche a parlarne. Vuoi mettere vincere un campionato di Terza categoria e festeggiarlo quotidianamente per un mese e rinnovare il suo successo per i successivi 20 anni? A chi dice che nel calcio bandiere e fedeltà non esistano più, la risposta arriva dal Mascagni.
La “Gf” del Mascagni e i 20 anni dalla conquista della Seconda categoria
La “grande famiglia”, la chiamava il compianto presidente Berton. E tale è rimasta, visto il tempo non ha buttato polvere sull’impresa che fu, ma ne ha amplificato il valore. Chiederne a Flavio Santambrogio e Stefano “Brio” Brioschi, due che il calcio dilettantistico lo conoscono e che a sua volta riconosce loro il valore di quanto fatto. Anni sui campi lombardi, a misurarsi con il pallone che rotola e con obiettivi ogni volta diversi. Categorie differenti, ma stessa passione.
Solo che anche tra le tante pagine calcistiche scritte nel libro del football regionale, ce n’è una che vive e rivive nel puntualissimo ricordo che buona parte dei suoi protagonisti celebra ogni anno. Da quella stagione 2002-2003, in cui i rossoblù del club senaghese vinsero un campionato di Terza categoria inaugurando una festa senza fine che neanche il “po-popo-popo” di iridata memoria avrebbe potuto eguagliare. Lo dicono i fatti: 20 anni da quel successo che portò il Mascagni in Seconda categoria, 20 anni di festa per alimentarne la memoria.
Gli addominali e il collegamento con Sansepolcro
Il tutto corredato dal sacrificio di chili e chili di salsicce e costine, arrosticini e zucchine, nell’estate che riporta a quei giorni vissuti sul campo del Mascagni e poi amplificati da festeggiamenti che durarono un mese, almeno per i protagonisti dell’impresa. Pizze e feste sotto la tensostruttura del Mascagni allora, grigliate innaffiate di spritz e limoncello poi. La location – direbbero i cultori dei talent odierni – sempre quella. Caronno Pertusella, con il solo trasloco dall’originale sede di via Luini per quella divenuta poi tradizionale di via Cabella.
“Gli addominali di Stefa, i cross di Garman, il sorriso di Zintunello, le gattonate, le zie e le carampane, il Vantex e il tze bon la costina del Biston” è solo parte del linguaggio in codice che rievoca il trionfo calcistico del Mascagni e dei suoi protagonisti. Che proprio in occasione del ventennale della celebrazione del trionfo ha esportato il festeggiamento fino a Sansepolcro, Toscana aretina, con il collegamento video con “il Naso” e quel suo fantomatico poker di reti che portò i senaghesi in Seconda. Nonostante quanto scrisse un quotidiano dell’epoca, i 4 gol Nasini non li segnò mai: ma in fondo l’elemento di verità è addirittura superfluo per chi sa con certezza che la vittoria di un campionato di Terza è valso più dei trionfi di un Real Madrid di turno.
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