Piergiuseppe Monegato, il supermaratoneta del Villaggio Brollo di Solaro, ne ha “combinata” un’altra delle sue. Tra il 22 e il 24 luglio scorsi ha portato a termine la “Badwater 135”, dove 135 sta per il numero di miglia, che corrispondono a 217 km e Badwater è il nome della località “più bassa” del Nord America, che si trova cioè in una depressione a 85 metri sotto il livello del mare all’interno del parco della “Death valley”, che in italiano diventa “Valle della morte” e ci sarà un motivo (!). Qui, a luglio ci sono condizioni proibitive anche solo per stare all’aperto, figuriamoci per correre 217 km.
La Badwater 135: partiti in 97, solo 74 l’hanno completata e tra questi Monegato
Ma Monegato è uno dei 74 straordinari atleti da tutto il mondo che sono riusciti a portare a termine l’edizione 2024 di questa sfida estrema. Iscritti in 103, partiti in 97, 23 hanno dovuto abbandonare durante il tragitto. Ma Pier è arrivato fino in fondo, grazie ad una eccezionale forza di volontà e al supporto tecnico perfetto del suo team tutto al femminile: la moglie Marisa Re (che solo per passargli l’acqua lo ha affiancato per quasi una settantina di km), la figlia Martina e poi Jennifer, un’amica americana del Tennessee, che lo hanno seguito passo dopo passo a bordo del fuoristrada per garantirgli assistenza.
Qualche numero che può dare solo vagamente l’idea dell’impresa: alla partenza, lunedì 22 luglio alle 20, c’erano 53 gradi, avvicinandosi al monte Whitney ha affrontato una ascesa di 1200 metri in 22 km; ha portato a termine la gara in 40 ore e 5 minuti, consumando ben 60 litri d’acqua; per gli ultimi, interminabili, 500 metri, ha impiegato quasi 10 minuti.
Piergiuseppe Monegato ha già corso la Sparta-Atene e la Brazil 135
Questo può aiutare forse a capire il livello dello sforzo fisico affrontato dall’atleta 59enne di Solaro, di professione posatore di pavimenti, sportivo da sempre, ma che ha iniziato a correre solo nel 2007 e solo nel 2013 si è iscritto al club Saronno Running. Da allora iniziato a macinare gare su gare tra cui le più belle e massacranti al mondo, come la Sparta-Atene, fatta 3 volte o la Brazil 135, nella foresta Amazzonica, completata l’anno scorso e grazie ala quale ha avuto accesso alla Badwater. “Delle 8 più dure al mondo ne ho fatte 7, mi manca solo quella al Polo Nord ma non credo di farla, soffro troppo il freddo” -racconta Piergiuseppe, raggiunto telefonicamente in California dove sta completando il suo bellissimo viaggio nel quale ha inserito anche la partecipazione a questa gara incredibile.
Una gara in cui, evento più unico che raro da quelle parti, è riuscito persino a trovare la pioggia, subito nelle prime ore: “Una pioggia caldissima, mista a sabbia trasportata dal vento” -racconta. Una difficoltà in più da affrontare ma di fronte alla quale non si è arreso. “Alle mie assistenti ho chiesto all’inizio una sosta ogni 2 miglia ma poi ho dovuto fare sosta ad ogni miglio: 1 minuto di pausa fermo per bere e mettere ghiaccio sul collo. Di solito in queste gare non dormo ma stavolta ero davvero troppo stanco: ero in vantaggio sui limiti di tempo fissati e così ho organizzato 8 minuti di sonno, che poi sono diventati 15”. Addirittura (!). Ma la soddisfazione di presentarsi al traguardo dopo una impresa del genere è impagabile: “Ancora adesso non mi sto rendendo conto di quello che ho fatto. Ci vorrà del tempo, per ora mi godo la vacanza in questi posti meravigliosi”.
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