E’ stato davvero un infarto a uccidere il 9 marzo scorso Carmine Gallo, il superpoliziotto che abitava a Garbagnate Milanese e che, dopo una brillante carriera, era rimasto coinvolto nello scandalo Equalize delle presunte intercettazioni illegali, finendo agli arresti domiciliari.
Il superpoliziotto Carmine Gallo morto a Garbagnate era coinvolto nello scandalo delle presunte intercettazioni illegali
Gallo era deceduto all’interno della sua abitazione per un improvviso infarto sopraggiunto al mattino presto mentre era a casa, in un appartamento nel quartiere di via Gobetti, dove viveva con la moglie.
La procura di Milano ha chiuso il cerchio sulla morte di Gallo. Per i magistrati non ci sono dubbi: si è trattato di una morte naturale.
Ieri, martedì 9 settembre, la pm Giancarla Serafini ha presentato al giudice la richiesta di archiviazione dell’inchiesta aperta sul decesso, chiarendo che gli accertamenti erano stati disposti per escludere possibili responsabilità penali. Gli esiti delle analisi hanno confermato che Gallo è stato colpito da un infarto, favorito da una grave aterosclerosi coronarica e da miocardiosclerosi.
Con la richiesta di archiviazione depositata in procura, almeno sul fronte della sua morte, ogni ombra viene ora definitivamente dissipata, chiudendo così le voci complottistiche che nei giorni dopo il decesso si erano susseguite.
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