Novate Milanese, ancora problemi per i medici di base e il Comune offre contributo spese a chi accetta di venire qui.
Non è ancora finita la “via crucis” per i pazienti del dottor Marcello Iacuone dopo la sua triste e improvvisa scomparsa due mesi fa. Non è finita e la sensazione è che non finirà presto. Come scrivevamo settimana scorsa, il suo sostituto temporaneo dottor Stefano Boati ha concluso venerdì scorso il suo incarico e si sta disperatamente cercando una soluzione alternativa in un quadro di mancanza di medici.
Settimana scorsa scrivevamo che Ats aveva individuato una dottoressa che poteva subentrare a Boati, ma purtroppo la dottoressa non ha accettato e così anche quell’ipotesi è sfumata. Per cui i pazienti ex Iacuone ed ex Boati adesso sono senza medico e sono costretti per le loro necessità a rivolgersi all’ex guarda medica (oggi “Continuità assistenziale”) che si trova all’ospedale di Bollate, dove è attivo un ambulatorio “extra” per gestire in via temporanea queste situazioni.
“Ats – s i legge in una nota diffusa dal Comune – in attesa di definire il nuovo sostituto, ha comunicato l’attivazione di un ambulatorio extra di continuità assistenziale per i pazienti del dott. Iacuone nella sede della Continuità assistenziale presso l’ospedale di Bollate, viale Piave 20”. Gli orari di apertura di questo ambulatorio per i pazienti ex Iacuone ed ex Boati sono stati dati solo fino a venerdì prossimo 31 marzo, nella speranza che dall’1 aprile si individui davvero un nuovo medico di base (ma non è facile).
Vediamo dunque gli orari fino al 31: lunedì 27 marzo dalle 8.30 alle 13.30, mercoledì 29 marzo dalle 8 alle 12.30, venerdì 31 marzo dalle 16 alle 20. Il martedì e il giovedì l’ambulatorio apre alle ore 18 fino alle 20, ma solo per i pazienti ex dottor Iacuone.
Novate problemi medici base, interviene anche il Comune
Intanto il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno del Pd per dare un contributo spese a nuovi medici che volessero venire a Novate: “Non è una competenza del Comune – ci spiega il sindaco – ma lo facciamo perché comprendiamo i grossi disagi che questa situazione reca ai cittadini, soprattutto ai più fragili”.
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