Sciopero e presidio a Baranzate davanti alla sede della Lpe Asm.
Mattinata di protesta a Baranzate, dove lavoratori e sindacati si sono riuniti davanti ai cancelli della Lpe Asm, in via Falzarego, per uno sciopero e presidio contro la procedura di licenziamento collettivo di 57 dipendenti annunciata nei giorni scorsi.
Al fianco dei lavoratori, anche il sindaco Luca Elia, che ha espresso solidarietà ai dipendenti e preoccupazione per il futuro dello stabilimento.
Tre anni fa il Governo bloccò la cessione ai cinesi con la Golden power per darla agli olandesi
Fondata negli anni ’70, Lpe è un’azienda strategica nel settore dei semiconduttori, specializzata nella produzione di reattori epitassiali per silicio e carburo di silicio, componenti fondamentali per l’elettronica di potenza e le tecnologie verdi.
Con i suoi 140 lavoratori altamente specializzati, è stata considerata un asset industriale di interesse nazionale: nel 2021, infatti, il Governo Draghi bloccò la cessione a una società cinese con lo strumento della “golden power”. Due anni dopo, l’azienda è passata sotto il controllo della multinazionale olandese Asm, in base a un protocollo siglato al Ministero dello Sviluppo Economico.
Dopo l’annuncio a settembre di una forte riorganizzazione del sito di Baranzate, i timori si sono concretizzati con l’avvio dei licenziamenti, senza alcun ricorso agli ammortizzatori sociali. Ma secondo i sindacati, il rischio è ancora più grave: dopo la chiusura della produzione e il trasferimento delle attività a Singapore, anche il settore ricerca e sviluppo potrebbe essere smantellato, portando alla chiusura completa dello stabilimento.
Rb.One


