Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata di un nostro lettore, inviata a web@ilnotiziario.net.
Spettabile redazione del Notiziario,
nella serata di ieri – giovedì 29 giugno – attorno alle 20.30 mi sono trovato come spesso accade a transitare da Senago per raggiungere Paderno Dugnano, dove abito.
Tutte le strade portano a Senago. Ma nessuna porta a Paderno
Solitamente percorro la strada che da Garbagnate passa dal Mascagni e giunge sino al Comune di Senago, la via XXIV Maggio. E così ho fatto anche ieri, sera in cui si svolgeva la festa di Senago, di cui ero a conoscenza per aver letto manifesti che annunciavano l’iniziativa.
Il problema è nato quando mi sono trovato a transitare in centro a Senago, visto che alla rotonda di via Don Rocca – in pieno centro – il transito verso la via Lattuada era impedito dalle transenne che delimitavano il passaggio, proprio per via della festa.
Bene, perfetto, cambio strada. Questo è stato il mio pensiero, come del resto degli altri automobilisti che davanti e dietro di me si sono trovati a raggiungere il centro di Senago senza che preventivi cartelli potessero annunciare l’interruzione della strada.
Un po’ tutti, a quel punto, abbiamo proseguito a quel punto lungo la via Varese, intenzionati poi a svoltare lungo la strada dei carabinieri di Senago, per poi raggiungere la Comasina e Palazzolo, dove io ero diretto. Peccato che la lunga coda di auto incolonnate mi abbiano fatto capire che anche lì la strada era interrotta. Ho effettuato versione a U nel parcheggio di via Varese, vedendo in lontananza persone coinvolte in una manifestazione podistica che giustamente era protetta da altre transenne, presidiate dai volontari.
Gli automobilisti infastiditi e le manovre azzardate
Ok, ho pensato, non mi resta che ripercorrere il centro di Senago e dirigermi verso la zona cimitero, cercando di raggiungere da lì Cassina Amata e poi risalire a Palazzolo. Ammetto che già in quel momento un certo fastidio avevo cominciato ad avvertirlo, visto l’orario e la voglia di tornare a casa dopo una giornata lavorativa. Fastidio poi accentuato dalle manovre altrettanto infastidite dagli altri automobilisti che, come me, hanno cominciato a fare manovre spazientite e a lanciare qualche imprecazione ai volontari che bloccavano la circolazione.
Senago e la mancanza di indicazioni o strade alternative
In ogni caso, ho ripercorso il centro di Senago, lungo lungo l’unica strada utile per cercare di raggiungere Paderno Dugnano e mi sono diretto verso Senaghino. Arrivato lì, la nuova sorpresa: alla rotonda che porta in zona piattaforma ecologica, altra interruzione stradale e impossibilità di percorrere altre strade, se non quella di tornare sui miei passi e tornare a Garbagnate. Ma come? Tutte le vie per il transito ovest-est erano state chiuse? Mi ci sarebbero volute le ali, per tornare a casa, visto che le alternative per attraversare Senago erano del tutto terminate. Così come la mia pazienza. Incoraggiato dalle manovre spericolate di qualcuno che dietro di me è stato meno scrupoloso nel rispettare le regole, ho forzato a mia volta il posto di blocco dei volontari, che non potevano fare altro che alzare le braccia e dirci “ci è stato detto di fare così”.
Ho attraversato Senaghino, dove non c’era nessun podista per strada, e percorso la strada che costeggia il cimitero, presidiata da altri volontari e anche da qualche agente della Polizia locale. Impegnato a giustificare l’interruzione della strada da chi cercava, nel frattempo, di percorrere la direzione inversa alla mia, da Paderno verso Garbagnate. Ma è mai possibile che non ci fosse la possibilità di studiare meglio l’iniziativa? Nessuno si è accorto che l’interruzione contemporanea di tutte le strade ha reso impossibile attraversare in toto Senago in quei momenti? Sono favorevole alle feste e alle iniziative, ma anche all’uso del buon senso: sarebbe bastato studiare una viabilità alternativa o, quantomeno, prevedere dei percorsi diversi con tanto di cartelli stradali e indicazioni. Cosa che non è stata fatta.
Lettera firmata
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