Anziana truffata a Cogliate con la scusa della figlia nei guai: oro per pagare l’avvocato
Raggiro ad un’anziana a Cogliate che getta l’oro dalla finestra. I preziosi -secondo la truffatrice al telefono- dovevano servire a pagare un avvocato per liberare subito la figlia finita in carcere. L’ennesimo episodio di raggiro ai danni di anziani è avvenuto questa mattina, sabato 8 ottobre, a Cogliate, in una abitazione in pieno centro.
E’ successo poco dopo le 10, in una casa a due passi dal Municipio e a due passi dalla Chiesa parrocchiale di San Giuseppe, dove vive una donna di 89 anni. La donna è seguita quotidianamente sia da famigliari che da operatori, che la raggiungono ad orari fissi ed è quindi molto probabile che gli autori del raggiro conoscessero bene le sue abitudini perché sono entrati in azione in un momento in cui la donna era sola in casa.
Tutto con una telefonata. Come racconta la nipote, dall’altra parte del telefono c’è prima un uomo che si spaccia forse per un funzionario di polizia e racconta che la figlia dell’anziana, di cui conosce il nome, è stata arrestata dopo avere avuto un incidente in auto in cui sarebbe morta una persona.
Telefonata: sua figlia è in carcere servono molti soldi per liberarla
A quel punto la voce maschile passa il telefono ad una donna che dice di essere un’avvocata e che per ottenere il rilascio immediato della figlia servono subito molti soldi, suggerendo all’anziana terrorizzata di recuperare quanto più oro possibile in casa e di consegnarlo ad una persona che aspetta sotto casa.
L’anziana donna, in comprensibile stato di agitazione, esegue l’ordine, raduna i suoi monili d’oro, tra cui i ricordi del marito scomparso e, seguendo le indicazioni, si affaccia al balcone.
Qui sotto c’è un uomo, vestito di scuro, che le fa cenno di gettare il sacchetto.
L’uomo lo raccoglie e si dilegua in un lampo. A quel punto la telefonata si interrompe. La donna ha un sospetto e chiama subito l’altra figlia a cui spiega l’accaduto. Ma ormai è troppo tardi. L’episodio viene subito segnalato ai carabinieri, che raccolgono le testimonianze e avviano le indagini.
Questo è solo l’ultimo di tantissimi episodi simili raccontati in questi ultimi anni sulle pagine del Notiziario. Raggiri a domicilio con i finti tecnici del gas, dell’acqua, della corrente, o raggiri telefonici con la richiesta di denaro.
E’ importante tenere costantemente in allerta gli anziani che vivono soli in casa, convincerli a non aprire mai a sconosciuti e non dare retta a telefonate anomale e chiedere subito aiuto a famigliari, vicini di casa o Forze dell’ordine.
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