I carabinieri hanno arrestato un 19enne di Limbiate che ha accoltellato l’ex compagno 38enne della madre, dopo che questi aveva aggredito la donna e il fratello minore.
La drammatica aggressione è avvenuta all’interno di un condominio di case popolari, dove, secondo quanto ricostruito successivamente dai carabinieri, da tempo si consumavano episodi di aggressioni e violenze.
Da tempo aggressioni e violenze nella casa di Limbiate
L’ultimo episodio è stato scoperto quando la vittima è giunta in fin di vita, all’ospedale di Garbagnate Milanese, la notte del 16 gennaio 2023, con evidenti ferite all’addome ed alla testa, provocate da utilizzo di arma da taglio.
I sanitari avvertono subito i carabinieri che, raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale, riescono a identificare la vittima e acquisire quei pochi ma importanti indizi.
Viene ricostruito l’accaduto, circoscritta nell’ambito domestico, legato una spirale di violenza mai denunciata all’Arma di Limbiate e peggioratisi nell’ultimo periodo, a causa anche dell’uso smodato di alcol e droga.
L’uomo aveva aggredito la madre del ragazzo e suo fratello minore
Dalle prime ricostruzioni, condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia di Desio che ha coadiuvato le indagini con i colleghi della stazione di Limbiate, è emerso che, la tragedia sfiorata si è consumata nella stessa sera del 16 gennaio 2023. Il 38enne ex operaio al momento senza lavoro residente, in stato di alterazione psico-fisica, dovuta all’assunzione di alcol e droga (all’esito degli accertamenti sanitari eseguiti post ricovero), ha raggiunto l’abitazione dell’ex convivente 58enne residente a Limbiate, nonché madre dell’indagato.
Dopo un’accesa discussione, ingaggiava una violenta colluttazione dapprima con la donna, per poi aggredire con pugni il loro figlio minore 16enne, provocandogli una lesione alla lingua e al mento, che si era posto in difesa della madre.
Il 38enne aveva raggiunto l’abitazione di Limbiate, già avvolta da un clima insopportabile e dai continui litigi in casa, con il pretesto di volere vedere la figlia adolescente avuta dalla pregressa relazione con questa sua ex compagna.
Giunto all’interno dell’appartamento sarebbe nata tra la coppia l’ennesima discussione. Il tono della voce si è alzato, così come lo scambio di accuse, la tensione è cresciuta a dismisura e vista la situazione di soccombenza dei familiari, il ragazzo 19enne, cercando di difendere sia la madre sia il fratello.
Il 19enne avrebbe urlato contro l’aggressore: “Ti ho detto centomila volte che non devi toccare mia madre e mio fratello”, prima di intervenire prendendo un lungo coltello da cucina e sferrando alla vittima alcuni fendenti che lo colpivano all’addome e alla testa, riuscendo anche a spezzare la lama all’interno della sua pancia.
Accoltellato a Limbiate, ricoverato e operato all’ospedale di Garbagnate
La vittima, gravemente ferita, usciva di casa, venendo prontamente soccorsa da un passante, intento a passeggiare con il suo cane, che lo accompagnava all’ospedale più vicino, dove è stato è sottoposto a un’operazione chirurgica.
La prognosi, è risultata subito riservata viste le gravi condizioni in cui versava.
Le ricerche poste in essere dagli uomini dell’Arma concentratesi subito sul 19enne, permettevano di trovarlo a casa da dove non si era mai allontanato, accertando che il luogo del delitto era già stato ripulito dalla presenza del sangue che copiosamente aveva comunque lasciato tracce evidenti ed esaltate dagli addetti ai rilievi dei Carabinieri di Desio.
Dai primi accertamenti sembrano non esserci denunce pregresse per maltrattamenti in famiglia anche se la donna, nonostante avesse messo da tempo il suo ex compagno sul “banco di prova”, per consentirgli di potere fare visita alla figlia minorenne concepita durante la loro relazione durata tredici anni, avrebbe formalizzato, dopo i fatti, che il clima in famiglia era diventato pessimo.
Il dramma sarebbe quindi maturato in un contesto familiare difficile, molto teso, con difficoltà economiche, il cui atteggiamento dell’ex compagno, era cambiato soprattutto dal dicembre del 2020, con la scomparsa dell’anziana “suocera”. Successivamente, i carabinieri hanno convocato amici e parenti della famiglia, delineando un contesto costellato da continui litigi.
La Procura della Repubblica di Milano che ha coordinato le indagini, nella circostanza ha disposto il trasferimento del 19enne arrestato nel carcere San Vittore di Milano con l’accusa di tentato omicidio.
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