Da Cogliate, post e video per ricordare le vittime innocenti e le stragi di Cosa Nostra. L’autore è Nicholas Ninno, 22 anni, neolaureato in Storia all’Università degli Studi di Milano con una tesi sulla strage di Ciaculli. La sua ricerca e il suo progetto social trattano temi che spesso sfuggono alla memoria collettiva.
Se gli eccidi di Capaci e via D’Amelio sono impressi nella coscienza di chi visse quel periodo, molti altri eventi sono stati dimenticati. La pagina @memoriedimafia, attiva su Instagram e TikTok, nasce per colmare questo vuoto e mantenere vivo il ricordo di chi perse la vita ingiustamente.
Su Instagram e TikTok la pagina Memoriedimafia creata da Nicholas da Cogliate
L’interesse di Ninno è maturato durante la quarantena del 2020, quando la visione de “Il traditore” di Marco Bellocchio accese in lui la curiosità verso la criminalità organizzata. A ciò si aggiunse, al liceo Legnani di Saronno, un modulo di educazione civica incentrato sulla mafia: dalle origini analizzate da Franchetti e Sonnino (1876) fino alle stragi del 1992. Tra i casi trattati, anche la strage di Ciaculli, cuore della sua tesi.
Il 30 giugno 1963 un’autobomba uccise sette uomini tra Carabinieri, Esercito e Polizia: fu il primo eccidio mafioso contro lo Stato, segnò la fine della prima guerra di mafia e aprì la strada a importanti sviluppi. Nacquero la prima Commissione parlamentare Antimafia e, negli anni, leggi decisive come la Rognoni-La Torre.
Le vittime ricevettero le prime esequie di Stato come caduti di mafia, la stampa – in particolare L’Ora di Palermo – si espose più apertamente e la stessa Cosa Nostra entrò in una fase di silenzio, preludio all’ascesa dei Corleonesi.
Dallo studio di questi eventi, Ninno ha maturato la convinzione che la memoria non debba restare confinata a libri e università, ma debba diventare accessibile, soprattutto ai giovani. Da qui, nel giugno 2025, la nascita di Memoriedimafia, uno spazio digitale dove storia e presente si intrecciano in un racconto quotidiano.
Memoriedimafia, progetto di divulgazione digitale
Attraverso linguaggi diretti e formati adatti ai social, Ninno racconta non solo le grandi stragi, ma anche le storie di investigatori, giornalisti e civili che hanno pagato con la vita la fedeltà alla legalità. È un progetto di divulgazione digitale che mira a trasformare piattaforme come Instagram e TikTok in spazi di memoria e coscienza critica, perché – come la strage di Ciaculli segnò uno spartiacque nella lotta alla mafia – oggi la memoria condivisa può esserlo nella lotta culturale.


