Condannato per truffa il ciclista paralimpico Campione del Mondo Fabio Anobile, di Misinto. L’atleta 31enne di Misinto, a cui abbiamo dedicato in passato numerosi articoli per le sue eccezionali imprese sportive, viveva in un cortile del centro di Misinto.
Ma di cui si sono perse le tracce ormai da mesi, dopo che per un certo periodo si era trasferito a Cantù, poi aveva vissuto a Roma, Dubai e Montecarlo. Ora è stato condannato dal Tribunale di Monza a 16 mesi di reclusione e 500 euro di multa per truffa.
Anobile è stato condannato a pagare anche il risarcimento dei danni a due delle tre vittime che si sono costituite parti civili al processo davanti al giudice.
Fabio Anobile, Campione del mondo di ciclismo paralimpico, oggi irreperibile
I fatti contestati ad Anobile risalgono ad un periodo tra il 2021 e il 2022. Ad un 55enne residente a Merate nel Lecchese il ciclista paralimpico si è fatto pagare quasi 16.500 euro per l’acquisto di 15 biciclette in carbonio proponendo grazie alle sue conoscenze uno sconto del 60%, ma le due ruote non sono mai arrivate.
Puntando invece sul fatto che la Rolex fosse uno dei suoi sponsor nelle gare di ciclismo, Anobile si è fatto pagare da un bresciano di 28 anni quasi 9mila euro per un orologio Daytona del valore di 14mila euro, anche questo mai consegnato e, dopo che invano il ciclista paralimpico ha accampato scuse e proposto di restituire la somma, era partita la denuncia.
Le Iene a Misinto sulle tracce di Fabio Anobile, ora condannato per truffa
Ma sono diverse le persone che sostengono di essere state truffate da Fabio Anobile, anche per cifre molto importanti: lo scorso mese di febbraio, la trasmissione tv Le Iene aveva dedicato un servizio a questa vicenda. Nel servizio mandato in onda si vedono (camuffati in video) gli zii di Fabio che spiegano di non sentirlo da mesi e non sapere dove si trovi. L’atleta risulta cancellato dall’anagrafe di Misinto, paese in cui è cresciuto, per irreperibilità. Ma il processo penale al Tribunale di Monza è andato avanti in questi mesi fino alla pronuncia della prima condanna martedì scorso. Ora c’è la condanna, con l’obbligo al risarcimento almeno per alcune delle vittime, ma il problema resta sempre lo stesso, ritrovare Fabio Anobile.
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




