Prosegue davanti alla Corte d’Assise di Monza, presieduta dalla giudice Stefania Donadeo, il processo a Stella Boggio, 33 anni, di Limbiate, accusata di aver ucciso il compagno Marco Magagna, 38 anni di Arese, la notte del 6 gennaio a Bovisio Masciago. La donna, oggi agli arresti domiciliari, è imputata per omicidio volontario aggravato dal legame affettivo, ma la difesa sostiene la tesi della legittima difesa. Le cronache dell’udienza di ieri, riportate da Il Giorno e La Repubblica, riferiscono un rapporto di coppia piuttosto burrascoso.
L’ex fidanzata di Marco Magagna testimone al processo
Nel corso della terza udienza si è delineato un quadro di rapporto sentimentale tormentato, con testimonianze che hanno mostrato due volti opposti della coppia. L’ex fidanzata di Marco, con cui era stato per sette anni, ha descritto un uomo “pacifico, leggero, incapace di fare del male”. “Non credevo alle descrizioni che lo dipingevano come aggressivo. Quell’immagine era quanto di più lontana da lui”, ha aggiunto, raccontando di una separazione serena e di rapporti rimasti cordiali.
L’ex compagno di Stella Boggio testimone a processo
Diversa la testimonianza dell’ex compagno di Boggio: “L’avevo lasciata perché avevo trovato messaggi con altri ragazzi. C’è stata anche aggressività fisica, qualche spintone e qualche lite accesa”. Ha riferito anche di averla vista con lividi e segni sul viso: “Mi disse che era caduta dalle scale, ma non le ho creduto”.
Il fratello della vittima, Matteo Magagna, ha raccontato che Marco continuava ad aiutarla economicamente: “Si era fatto carico delle sue spese, anche dopo che le avevano ritirato la patente”. Ma ha aggiunto: “Quel taglio alla mano non era un incidente: Stella lo aveva ferito durante una lite”.
Un addetto alla sicurezza dell’ospedale ha confermato che Marco, recatosi a medicarsi, gli aveva confidato di essere stato ferito dalla compagna. La madre della vittima ha ricordato l’ultima cena di Natale: “Mio figlio mi disse: questa è pazza, affoga i suoi problemi nell’alcol, mi minaccia quando è ubriaca”. Nonostante tutto, “voleva aiutarla, pagarle i debiti e comprarle l’auto”.
Durante la testimonianza di un amico di Magagna, la donna è scoppiata a piangere, lasciando l’aula e venendo subito richiamata dalla giudice. L’amico ha descritto un clima di gelosia ossessiva: “Lei lo chiamava in continuazione, anche in vacanza. Gli fece una scenata perché mia figlia di 14 anni gli aveva mandato una foto”. Lo stesso testimone ha raccontato che, pochi giorni prima del delitto, “lei lo aveva aggredito e ferito con un coltello da cucina”.
Un vicino di casa ha parlato di “insulti e oggetti rotti quasi ogni notte”, confermando la tensione costante. “Una volta lei è uscita nuda sul pianerottolo dopo una lite, un’altra volta aveva il volto gonfio”, ha detto. Tuttavia ha aggiunto che “anche lui aveva minacciato di uccidere tutti”, segno di un’escalation reciproca di violenza.
Infine, due conoscenti che avevano trascorso con la coppia il Capodanno a Teglio hanno ricordato: “Durante la cena litigavano di continuo. Marco aveva bevuto molto, lei era più lucida. Lui le diceva cose pesanti, abbiamo dovuto dargli una sberla per farlo smettere”.
Il processo proseguirà con nuove audizioni per chiarire i contorni di una storia d’amore finita in tragedia.
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