C’è la firma di un giovane ricercatore di Cogliate in uno studio scientifico internazionale che potrebbe spiegare “l’origine della vita”. O almeno, “dei primi componenti necessari a sviluppare esseri viventi” -come puntualizza Federico Caimi, 31 anni, laurea magistrale in Scienze chimiche, dottorato di ricerca in Fisica e oggi ricercatore del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell’Università degli studi di Milano, che oggi vive a Ceriano Laghetto.
Ricercatore di Cogliate collabora a uno studio internazionale sull’origine della vita
Un semplice processo di disidratazione e reidratazione potrebbe spiegare come si sono formati i primi mattoni della vita. È quanto emerso da una ricerca internazionale guidata dall’Università Statale di Milano, in collaborazione in collaborazione con l’università Ludwig-Maximilians di Monaco di Baviera e pubblicata in copertina sulla rivista ACS Central Science. Del team di ricerca italiano, oltre al cogliatese Federico Caimi, fanno parte il collega ricercatore Francesco Fontana e i professori Tommaso Fraccia, coordinatore della ricerca, e Tommaso Bellini.
Gli studiosi hanno scoperto che, sottoposti a cicli di asciugatura e successiva reidratazione (per esempio un lago che si asciuga e poi si riempie di nuovo d’acqua), alcuni nucleotidi sono in grado di collegarsi tra loro fino a formare catene di Rna, molecola fondamentale per la vita. Il processo è sorprendentemente efficiente se le molecole si dispongono in modo ordinato.
“Tramite questo semplice processo riusciamo a spiegare la formazione dei primi biopolimeri sul nostro pianeta senza dover ricorrere a nessun altro composto chimico o a meccanismi così complessi da essere altamente improbabili, un dettaglio per nulla irrilevante nel contesto dell’origine della vita” spiegano i professori Fraccia e Bellini.
Secondo i primi autori dello studio, Federico Caimi e Francesco Fontana, “ad oggi, tra tutte le molecole, i nucleotidi ciclici sembrano essere i precursori ideali alla base della ‘nascita’ dell’RNA: sono in grado di auto-organizzarsi in strutture ordinate e formare legami chimici con un’efficienza mai osservata prima. Siamo fiduciosi di riuscire a dimostrare che questi processi possano portare alla produzione di RNA con funzioni biologiche”.
Charles Darwin, già nel 1871 ipotizzava che la vita potesse essere nata in una pozzanghera d’acqua soggetta a cicli di evaporazione e pioggia. Oggi, quella visione trova sempre più riscontri scientifici, anche grazie ad un giovane e appassionato ricercatore di Cogliate.
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