Avviati in modo massiccio i cantieri delle tratte B2 e C della Pedemontana lombarda, infrastruttura da 4,5 miliardi di euro che attraverserà il cuore della Brianza, da Lentate sul Seveso fino a Usmate, con apertura prevista entro novembre 2028.
Particolare attenzione è rivolta alla tratta B2, lunga circa 9,5 chilometri, che collega Lentate a Cesano Maderno, dove le operazioni risultano più complesse a causa della necessità di bonificare terreni contaminati dalla diossina dell’Icmesa e di rimuovere un metanodotto Snam che interferisce con i lavori nei comuni di Lentate, Cesano e Bovisio Masciago.
Pedemontana al posto della Milano-Meda, i lavori sulla tratta B2
Uno dei punti più delicati riguarda l’interferenza con la Milano-Meda, arteria fondamentale per la mobilità dell’area. I lavori in questo tratto partiranno a inizio 2026, dopo una revisione del piano di cantierizzazione con i sindaci. È stato garantito che la Milano-Meda non sarà mai chiusa completamente, salvo brevi interruzioni notturne o nei weekend. Durante l’intervento, saranno sempre mantenute due corsie per senso di marcia.
Il progetto prevede l’abbattimento e rifacimento di tutti i ponti della Milano-Meda, che saranno temporaneamente sostituiti con ponti Bailey in metallo per garantire il transito, in particolare dei mezzi pesanti. Si partirà dal tratto tra Lentate e Barlassina. Le prime opere sulla B2 a essere completate saranno le viabilità connesse, tra cui la tangenziale di Meda e il collegamento tra via Padova (Lentate) e via XXIV Maggio (Meda).
Infine, resta in fase istruttoria la cosiddetta tratta D breve, da Vimercate all’A4, che dovrebbe chiudere l’anello autostradale entro fine 2031. Per essa si attendono il decreto del Mit e l’approvazione del PEF. Sul tavolo, anche le compensazioni ambientali per i comuni, tra cui 7 milioni per mitigare gli effetti del disboscamento necessario per la realizzazione dell’opera.
Pedemontana, per Fontana opera strategica per superare il modello Milano-centrico
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nell’incontro di ieri mattina in cui è stato fatto il punto della situazione, ha sottolineato il valore strategico della Pedemontana (A36) come asse della viabilità, da ovest ad est della regione, alternativo al sistema radiale su Milano: “Superiamo un modello che ha condizionato per decenni lo sviluppo infrastrutturale”. Fontana ha poi indicato il collegamento con la Brianza produttiva e con l’aeroporto di Malpensa come elementi cruciali, “intorno ai quali gravitano interessi economici, culturali e accademici fondamentali per il futuro del territorio e del Paese”.
Alessandro Recla di Analytics Arts ha presentato i risultati di un’indagine condotta nel 2024 su oltre duemila utenti. I dati mostrano una reputazione in crescita per la Pedemontana, valutata meglio rispetto ad altre autostrade per scorrevolezza, innovazione e sicurezza. Tra i punti di forza percepiti figurano la riduzione del traffico locale, il risparmio di tempo e il sistema di pagamento digitale. Tra le criticità, invece, il costo del pedaggio e il bisogno di maggiore chiarezza nella segnaletica.

“La percezione è migliorata sensibilmente dopo la sua realizzazione – si legge nel report -. Nelle tratte A e B1, le valutazioni positive (7-9) sono passate dal 51,1% al 64,4%, con il 32% di valutazione “neutronegative” (media 4-6) e il 2,8% molto negative (1-3). L’80% degli utenti ha migliorato la propria opinione grazie alla riduzione del traffico locale e alla maggiore accessibilità. I residenti lungo e tratte in esercizio apprezzano i collegamenti con Malpensa, mentre quelli lungo le tratte in fase di realizzazione ne riconoscono il potenziale per lo sviluppo economico. Le critiche, espresse dal 20% del campione, si concentrano sui costi del pedaggio e sullo scetticismo verso l’utilità dell’opera, soprattutto tra coloro che la utilizzano molto raramente”.
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