Ieri le celebrazioni a tre anni dall’uccisione in Congo dell’ambasciatore Luca Attanasio di Limbiate, mentre in città si moltiplicano le iniziative per chiedere “Giustizia e verità”.
Nel cimitero maggiore di Limbiate, accanto al papà Salvatore, alla mamma Alida e alla sorella Marina, con il sindaco di Limbate, Antonio Romeo, ieri c’erano anche alcuni sindaci della zona, come Giampiero Bocca (Cesano Maderno), Filippo Vergani (Varedo), Nilde Moretti (Solaro), Roberto Crippa (Ceriano Laghetto).
Attanasio, le celebrazioni a tre anni dall’uccisione in Congo
Con loro anche la presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, il presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio, l’assessore regionale Gianluca Comazzi, il consigliere regionale Pierfrancesco Majorino. Poi tanti amici, tanta gente comune, insieme a Forze dell’ordine e associazioni. Nel tardo pomeriggio di ieri c’è stata la S.Messa in suffragio celebrata dal cardinale Francesco Coccopalmerio.
Davanti alla tomba che ricorda l’ambasciatore d’Italia ucciso in Congo, don Valerio ha letto la parte conclusiva di una lettera che Luca scrisse a sé stesso, durante un ritiro d’Avvento nell’anno 2000, intitolata “Il cristiano si sente”.
Ma tre anni dopo l’agguato in Congo dove insieme a Luca Attanasio vennero uccisi anche il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo, molti speravano che potesse partire il processo in un Tribunale italiano per stabilire la verità. Il processo svoltosi in Congo con la condanna degli autori materiali del triplice omicidio, da molti è considerato un puro atto di facciata. In Italia invece, il processo non è nemmeno iniziato perché il Tribunale di Roma ha archiviato il procedimento dopo avere riconosciuto l’immunità diplomatica ai due funzionari Onu indagati dalla Procura.

Il papà di Luca, Salvatore, che ribadisce la sua determinazione ad andare fino in fondo: “Non ci tireremo mai indietro, siamo al fianco della procura che ha presentato appello”.
Il papà di Luca Attanasio rilancia la richiesta di giustizia e verità e critica l’atteggiamento del Governo
Molti ieri indossavano la spilla blu con la scritta: “Verità e giustizia per Luca Attanasio”, realizzata dall’associazione Amici di Luca Attanasio che organizza eventi, incontri, dibattiti e iniziative in memoria dell’ambasciatore ucciso e che intende perseguire la ricerca della verità sulla sua morte. C’è chi ha dipinto lo stesso appello sulla saracinesca del proprio negozio, come il fotografo Michelangelo Salerno, che insieme a tanti limbiatesi e non si arrende all’idea che l’uccisione di un ambasciatore italiano e di un carabiniere in una Paese straniero possa essere derubricato come tragica fatalità.
“Sappiamo che ci sono di mezzo interessi grossi, ma niente può giustificare questo clima di silenzio e di omertà” -ha ripetuto ieri Salvatore Attanasio, ribadendo tra l’altro di non avere ancora ricevuto nessuna spiegazione dal Governo sull’atteggiamento fin qui tenuto di fronte a questa vicenda.
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