Un giovane di Cogliate è rimasto truffato acquistando un prodotto Apple spacciato per originale che si è dimostrato poi falso. Ma non è la solita notizia di una truffa online, di quelle che si verificano ogni giorno in ogni luogo del mondo. Almeno non solo.
In questo caso c’è molto di più e riguarda un passaggio che in molti ritengono una garanzia sufficiente sull’originalità dei prodotti col marchio della mela, ma che in realtà non lo è.
Ecco la vicenda: Riccardo (nome di fantasia) vede sul più noto portale di annunci online la proposta di un paio di Airpods 3. Il prodotto (costo nuovo dai 170 ai 200 euro, a seconda delle promozioni) viene messo in vendita a 100 euro, descritto come originale e ancora sigillato. Questo dettaglio è importante per un articolo che va “indossato” (in questo caso infilato nelle orecchie) e ne fa crescere il prezzo in caso di rivendita, dopo un regalo non gradito.
Il venditore motiva la necessità di vendere l’oggetto nuovo, fornisce foto di fattura di acquisto (con elementi personali coperti, invocando la privacy) e, soprattutto, il numero seriale del prodotto. Si tratta di un codice univoco che identifica ogni singolo esemplare prodotto da Apple.
L’acquirente, che è un giovane appassionato di queste cose, sa che ci sono diversi elementi da controllare per stabilire la genuinità del prodotto e sa che il primo passo da compiere è controllare il seriale direttamente sul sito Apple.
Airpods false ma al controllo del seriale Apple risultano in garanzia
Lo fa e ottiene la “spunta verde” ovvero l’indicazione che si tratta di prodotto originale, coperto da garanzia. Procede quindi per l’acquisto al prezzo concordato di 100 euro, effettuato con consegna a mano, verificando tutti i dettagli della scatola (adesivi, scritte, codice corrispondente a quello in fattura, sigilli in cartone bianco perfettamente corrispondenti agli originali). Completato l’acquisto, Riccardo può finalmente aprire la scatola. Trova i due auricolari, in tutto e per tutto uguali agli originali.
Il supporto Apple conferma due volte l’originalità del prodotto
Li indossa, scopre problemi di funzionamento e che il suono prodotto non è esattamente come si aspettava. A quel punto gli viene un sospetto. Contatta il supporto Apple, che per prima cosa gli chiede il codice seriale. Ben due operatori diversi (uno al telefono, uno in chat) gli confermano l’originalità del prodotto e, dopo avergli fatto fare diversi test, lo invitano a recarsi ad un centro assistenza per procedere alla riparazione.
Riccardo chiama il centro di assistenza più vicino, l’operatore che risponde chiede per prima cosa il codice seriale. Solo a questo punto e solo questo operatore sentenzia: “Si tratta di un prodotto non originale. Evita la strada, non venire qui che tanto non possiamo ripararlo”. Riccardo a quel punto riporta tutta la sua vicenda con molti dettagli in una denuncia presentata ai carabinieri ed invia copia della stessa sia al portale di annunci che al servizio di supporto Apple, che ricontatta per lamentare una mancanza.
Ho chiesto ad Apple di precisare che la verifica del codice seriale non è sufficiente a garantire l’originalità del prodotto
“Ovviamente non posso dare nessuna colpa diretta ad Apple per un prodotto che ho acquistato da un privato” -dice Riccardo. “Però li ho invitati a fare una precisazione importante sulla pagina che controlla i numeri seriali, specificando che l’eventuale superamento di questa verifica, non è sufficiente a garantire l’effettiva originalità del prodotto. Penso che questo passaggio sia molto importante, perché tanti sono indotti a pensare il contrario, ovvero che basti avere la spunta verde del sito per stare tranquilli. Io se avessi letto una precisazione del genere, probabilmente non avrei concluso l’acquisto”.
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