Il cheratocono, una malattia oculare progressiva, rappresenta una sfida clinica con impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti. La sua patogenesi, una complessa interazione di fattori genetici e ambientali, porta a una deformazione conica della cornea. La predisposizione genetica gioca un ruolo chiave, evidenziato da studi che indicano un’associazione familiare. Tuttavia, fattori ambientali, come l’irritazione cronica da sfregamento o l’uso prolungato di lenti a contatto, possono contribuire alla sua insorgenza.
Fondamentale la diagnosi precoce per affrontare il cheratocono
La diagnosi precoce è cruciale per gestire il cheratocono in modo efficace ed è unicamente affidata al medico Oftalmologo; solo attraverso l’utilizzo di strumenti avanzati come la topografica corneale altitudinale, fornendo una valutazione dettagliata della forma e dello spessore corneale, si giunge alla corretta diagnosi. La pachimetria corneale e la tomografia a coerenza ottica corneale integrano ulteriormente l’analisi clinica, rivelando dati cruciali sulla struttura corneale.
I sintomi comuni includono miopia progressiva, astigmatismo irregolare e visione offuscata.
Diverse opzioni terapeutiche sono disponibili, adattabili alla gravità della malattia.
Nelle fasi iniziali, l’uso di occhiali oppure lenti a contatto rigide gas permeabili possono solo migliorare la visione, ma non rallentarne l’evoluzione. Per i casi più avanzati invece solo la chirurgia rappresenta un’opzione. La cheratoplastica lamellare anteriore e penetrante mira a correggere la deformità corneale attraverso il trapianto di tessuto sano.
Cross-linking corneale per trattare il cheratocono
RECENTI PROGRESSI nella terapia includono il CROSS-LINKING CORNEALE, una procedura che utilizza riboflavina e luce ultravioletta, emessa da speciali strumenti, per rafforzare le fibre corneali. Questo trattamento si è scientificamente dimostrato valido nel rallentare la progressione del cheratocono ed è un’opzione preziosa da consigliare appena abbiamo un diagnosi di cheratocono evolutivo.
Un’innovativa aggiunta alle opzioni terapeutiche è rappresentata dalla IONTOFORESI. Questo trattamento coinvolge l’applicazione transcorneale di ioni mediante una corrente elettrica a bassa intensità che favorisce la penetrazione di riboflavina nella cornea, contribuendo meglio al rinforzo delle fibre corneali ed al controllo del cheratocono. L’iontoforesi può essere particolarmente vantaggiosa nei pazienti in cui altre opzioni potrebbero essere controindicate.
Il monitoraggio regolare dello Specialista è fondamentale per adeguare il trattamento in base all’evoluzione della malattia.
In conclusione, il cheratocono richiede un approccio integrato che comprenda diagnosi precoce, interventi terapeutici mirati e monitoraggio continuo. L’inclusione di terapie innovative come l’iontoforesi apre nuove prospettive nel trattamento di questa patologia, offrendo agli specialisti strumenti aggiuntivi per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti.
Dott. Federico Basilico
Specialista in Oftalmologia – Medisol Solaro
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