Trapianto di capelli: esiste un’età
corretta per sottoporsi all’intervento?
Metodo ancora gettonatissimo per il recupero della chioma a seguito di caduta per
alopecia o calvizie, il trapianto di capelli può non essere strategia di cura adatta a tutti,
specie in alcune fasi della vita. Ci sono momenti in cui è suggerito sottoporsi a tale
intervento e altri in cui è sconsigliato farlo.
In cosa consiste il trapianto di capelli
Il trapianto di capelli, spesso chiamato anche solo autotrapianto, è un particolare
intervento chirurgico che fa parte della medicina estetica, volto quindi a migliorare l’aspetto
di sé. Esso prevede il trasferimento di piccole aree di cuoio capelluto e dei bulbi
piliferi che ne sono inclusi, da un lembo di pelle considerato sano (area donatrice), a un
lembo di pelle che invece ha vissuto la perdita di capelli, per motivi di alopecia, calvizie o
altre forme di diradamento (area ricevente).
Il trapianto di capelli è al momento il metodo più efficace e duraturo per coprire le aree
glabre del capo. I follicoli prima estratti, poi innestati, sono infatti attivi e non atrofizzati, per
così ottenere una ricrescita dei capelli spontanea, significativa e del tutto autologa. Cuoio
capelluto e bulbi provengono dal paziente stesso, così promettendo minima o nulla
possibilità di rigetto.
Quando conviene sottoporsi all’intervento
Pur considerando che uomini e donne possono indistintamente sottoporsi a trapianto dei
capelli, tale intervento chirurgico non è sempre adatto a tutti. Non solo per la presenza di
alcuni fattori fisiologici, che potrebbero impattare sulla reale efficacia dell’operazione e
sulla convalescenza, ma anche per questioni di anagrafica. Età giusta per trapianto
capelli: i consigli degli esperti su quando è più opportuno effettuare l’intervento.
Trapianto di capelli prima dei 25 anni
Sotto i 25 anni di età il trapianto di capelli è in genere metodo di cura alla calvizie e
all’alopecia giovanile sconsigliato, a favore di altri trattamenti meno invasivi e capaci di
curare a fondo la malattia nelle sue reali cause, proprio come le strategie proposte dalla
Medicina Rigenerativa.Il motivo? È presto spiegato. Nei pazienti così giovani, la crescita naturale e fisiologica
della chioma è ancora in corso e non stabilizzata. Con le aree al momento glabre che
potrebbero nuovamente infoltirsi, in modo del tutto spontaneo, oppure crescere in
dimensioni, rendendo del tutto inutile un’operazione di questa portata. Vi è tuttavia una
piccola eccezione, per la quale l’autotrapianto della chioma è consigliato anche su
pazienti minorenni. È la casistica di intervento estetico volta a nascondere la visibilità di
cicatrici per interventi, incidenti, patologie.
16Trapianto di capelli tra i 30 e 40 anni
È in questa età della vita che il trapianto di capelli dà la sua massima efficacia a chi vi
si sottopone. Anche per quanto riguarda il recupero, che risulta rapido, vista la gioventù e
la reattività da parte dell’organismo.
Trapianto dei capelli tra i 50 e 60 anni
Come nel caso immediatamente precedente, anche tra i cinquantenni e sessantenni, il
trapianto dei capelli è intervento dai risultati ottimali, in termini di recupero e valore
estetico. Nonostante ciò, in questa fascia anagrafica, è più facile incorrere in
complicazioni, come tempi di guarigione più lunghi, anche per via di un sistema
immunitario più debole. Essendo inoltre la calvizie più avanzata che in età giovanile, vi
potrebbe non essere adeguata disponibilità di area donatrice e i follicoli trapiantati
potrebbero richiedere più tempo prima di attecchire completamente e dare il via alla
ricrescita.
Trapianto di capelli dopo i 70 anni
Si può comunque essere candidati ideali al trapianto di capelli in questa età, pur
considerando con attenzione che le condizioni di salute generale permettano di sostenere
un simile intervento e che vi sia adeguata disponibilità di bulbi attivi nell’area donatrice.
N.B. Quelli mostrati sinora sono comunque da intendersi come spunti utili ad affrontare
l’operazione in modo informato e consapevole, senza false aspettative, che potrebbero
apportare una delusione. Questo perché, stabilire un limite di età per il trapianto di capelli
è passaggio non del tutto accurato, in quanto ogni paziente ha la sua singolare storia di
perdita della chioma, con alcuni che potrebbero essere più adatti al trattamento in età
precoce ed altri in età tardiva. In generale, infatti, una persona in buona salute e senza
particolari patologie può sottoporsi all’autotrapianto in qualsiasi momento dell’età adulta.
Altri fattori che possono incidere sull’efficacia di
autotrapianto
In aggiunta all’età, altri fattori potrebbero impattare sulla riuscita di un trapianto di
capelli. Caratteristiche che è bene valutare con un medico specialista, prima di procedere
all’intervento, insieme all’approccio di autotrapianto più corretto per il proprio caso clinico
(FUT , FUE, DHI). L’autotrapianto è in genere sconsigliato per:
● Donne con perdita di capelli diffusa.
● Pazienti con scarsa area donatrice.
● Chi ha cicatrici e cheloidi, altre lesioni della pelle.● Chi sta seguendo terapie farmacologiche che impattano sulla ricrescita dei capelli.
● Pazienti affetti da patologie autoimmuni, come diabete e HIV.
La riuscita di un trapianto capelli può essere infine direttamente influenzata dallo stile di
vita. Fumatori e bevitori potrebbero sortire alterazioni circolatorie, nocive per l’efficacia
d’intervento.
Una soluzione alternativa: il Protocollo bSBS per la cura
della calvizie precoce
Sebbene l’età giochi un ruolo fondamentale nella valutazione del momento ideale per
sottoporsi a un trapianto di capelli, non è l’unica strada percorribile per contrastare la
calvizie. Una valida alternativa non chirurgica è rappresentata dal protocollo bSBS, un
trattamento di Medicina Rigenerativa avanzato, basato sulla rigenerazione cellulare.
Questo trattamento innovativo si concentra sul rafforzamento dei follicoli piliferi
esistenti e sul miglioramento della salute del cuoio capelluto, creando le condizioni ottimali
per la ricrescita naturale dei capelli. Il protocollo bSBS utilizza tecniche avanzate per
stimolare il potenziale rigenerativo delle cellule, senza la necessità di interventi invasivi.
Per chi non è ancora pronto per un trapianto o desidera consolidare i risultati prima o dopo
l’intervento, il protocollo bSBS rappresenta una soluzione efficace e complementare.
Grazie a questa tecnologia, è possibile intervenire in modo mirato sulla qualità del capello
e sul benessere complessivo del cuoio capelluto, indipendentemente dall’età o dallo
stato di avanzamento della calvizie.
Questa opzione può essere particolarmente utile per giovani pazienti, che potrebbero
non essere candidati ideali per un trapianto, o per chi cerca soluzioni personalizzate e
meno invasive per contrastare la perdita dei capelli.
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