Nuovo balzello sulla Tassa rifiuti, ora si paga anche per lo smaltimento da calamità naturali.
L’Italia è il paese degli Enti pubblici sconosciuti, delle Agenzie governative, dei Registri nazionali e delle Autorità, ma soprattutto dei balzelli che vengono messi in capo ai cittadini, che devono sempre pagare, spesso senza vedere quei balzelli trasformati in servizi utili e concreti.
Tassa rifiuti: ora si paga una quota anche per lo smaltimento di strutture rotte da grandine, vento, allagamenti
Il Comune di Bollate ha svelato con un comunicato emesso nei giorni scorsi che la Tari, la Tassa sui rifiuti, nel 2024 sarà gravata da un nuovo balzello di 1,60 euro che dovrà pagare ogni utente, non solo di Bollate.
Si tratta di un importo aggiuntivo che sarà versato alla Csea (Cassa per Servizi Energetici ed Ambientali), fatto da “due componenti finalizzate alla copertura dei costi per attività di gestione dei rifiuti abbandonati e dei costi derivanti da calamità”, spiega il comunicato.
Ma perché i cittadini devono pagare (in più) questo 1,60 euro sulla Tari, ennesimo balzello in un’Italia piena di balzelli? La motivazione è spiegata dalla delibera di Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) n. 386/2023/R/rif.
Nella Tari anche un costo per gestire i rifiuti accidentalmente pescati (anche dove non ci sono mare nè lago nè fiumi)
10 centesimi servono a pagare la copertura dei costi per la gestione dei rifiuti accidentalmente pescati e dei rifiuti volontariamente raccolti e dei relativi costi di gestione. Ma a Bollate che rifiuti si possono pescare, se non abbiamo né mare né fiumi? Bisogna pagare lo stesso.
La fetta grossa invece, 1,50 euro, serve per la copertura dei costi per la gestione dei rifiuti per eventuali eventi eccezionali e calamitosi. E qui sorge doverosa la domanda: se dovesse succedere una calamità come la drammatica grandinata avvenuta l’anno scorso nel Saronnese, siamo sicuri che sarà Csea a pagare lo smaltimento dei pannelli solari spaccati dalla grandine e delle macerie dei tetti distrutti? Sì, perché, come ci viene confermato da qualcuno dei comuni coinvolti nella calamità, lo scorso anno lo smaltimento di quel materiale distrutto è stato pagato dal comune stesso e dunque dai cittadini.
Che cosa succederà alla prossima calamità? Quel balzello coprirà davvero le spese dello smaltimento o i cittadini scopriranno di aver pagato il balzello ma di dover pagare lo stesso lo smaltimento delle macerie?
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