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Ceriano, odori molesti al Villaggio Brollo. Arpa chiede le “sentinelle”

Dopo le segnalazioni dei mesi scorsi e gli interventi di persona sul posto, il sindaco di Ceriano Laghetto Roberto Crippa ha ricevuto nei giorni scorsi una nuova risposta da Arpa sul caso degli odori molesti, lamentati da molti residenti di Villaggio Brollo.

Gli odori, molesti e fastidiosi, si percepiscono soprattutto nell’orario serale e si concentrano nella zona industriale di via Milano.

Nell’ultima lettera ricevuta, Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) spiega che le problematiche di molestie olfattive non trovano adeguata risposta nel monitoraggio della qualità dell’aria. Si precisa inoltre che si possono effettuare comunque monitoraggi temporanei con mezzi mobili all’interno di campagne programmate nel prossimo anno 2021.

Nella stessa lettera, inoltre, Arpa suggerisce l’attivazione di alcune “sentinelle” sul territorio, ovvero cittadini che, con una apposita app messa a punto da Arpa, denominata Molf, potranno segnalare in tempo reale e con alcune indicazioni aggiuntive, gli eventuali episodi di molestie olfattive.

Alla lettera di Arpa ha immediatamente risposto il sindaco Crippa, chiedendo di inserire il Comune di Ceriano Laghetto all’interno della prossima campagna di monitoraggio della qualità dell’aria: «Prendiamo atto della risposta di Arpa che lascia comunque un po’ delusi per il fatto che nonostante le segnalazioni effettuate già da diversi mesi, non si sia ritenuto di avviare “d’ufficio” una campagna straordinaria di monitoraggio della qualità dell’aria nella zona indicata. Ho quindi provveduto subito a formalizzare la richiesta di una indagine specifica sul territorio che sarà calendarizzata nel 2021. È evidente che il Comune non ha a disposizione strumenti tecnici e normativi per effettuare questo tipo di controlli che, infatti, proprio per questo sono in capo all’agenzia regionale. Ci attiviamo anche  per  coinvolgere cittadini residenti in frazione Villaggio Brollo che vogliano mettersi a disposizione per diventare “sentinelle” ed utilizzare così l’app fornita da Arpa per segnalare con continuità gli eventuali episodi di molestie olfattive così da agevolare l’intervento dell’agenzia regionale affinché possa risolvere quanto prima questo disagio lamentato da numerose famiglie residenti in frazione».

Bollate, nuova complanare: apertura “complicata”

Bollate complanare apertura
La nuova complanare è ancora chiusa ma… è già tutta illuminata

Nuova complanare: si prospetta un’apertura davvero “complicata”

La grande rotonda di via Piave, come scrivevamo settimana scorsa , è stata completata e aperta al traffico, ma la nuova complanare che collega via Piave con via Don Uboldi è ancora chiusa, pur essendo già terminata, pronta e perfino illuminata di notte.

Come mai non è stata aperta? Abbiamo posto la domanda direttamente al sindaco Francesco Vassallo, il quale ci fa capire che la sua apertura non avverrà in tempi rapidissimi.

Infatti, per poterla aprire occorre effettuare il “passaggio di consegne”: Autostrade per l’Italia deve cedere la strada al comuni di Bollate e Baranzate e a Città metropolitana, ma perché ciò avvenga la burocrazia impone di mettere a punto e firmare una serie di documenti.

Ma non solo, perché è stato chiesto ad Autostrade che, prima che avvenga la consegna ufficiale, provveda a sistemare gli attraversamenti pedonali all’altezza dell’imbocco della nuova complanare con la rotonda di via Don Uboldi.

Dunque, tra burocrazia e lavori, i tempi dell’apertura non dovrebbero essere rapidissimi.

Poi, una volta che la strada sarà aperta, Vassallo ci spiega che si comincerà a ragionare sul senso unico di via Magenta, ma tale ragionamento sarà fatto prendendo in considerazione anche le strade limitrofe, in particolare la via Cavour, che potrebbe essa stessa tornare a senso unico.

Ma la valutazione in proposito verrà fatta insieme all’ingegnere del traffico che collabora con il Comune.

Coronavirus: la Colletta alimentare adesso si fa con la Card

colletta alimentare Paolo Cevoli
Paolo Cevoli, testimonial della Colletta alimentare 2020

Ai tempi del Coronavirus la Colletta alimentare si fa con la Card.
La Colletta alimentare è ormai diventata una tradizione di solidarietà per molti di noi nel periodo natalizio.

Una tradizione che l’emergenza Covid non spegne, ma costringe a una profonda modifica.

Quest’anno, infatti, non vedremo fuori dai supermercati aderenti all’iniziativa i volontari a ritirare i sacchetti in cui la gente ripone cibo acquistato e donato per i bisognosi. La pandemia in corso sconsiglia questo tipo di attività. Ma i bisognosi ci sono comunque, anzi, sono in numero sempre maggiore e così la Colletta evolve in modo nuovo e cambia formula.

Fino all’8 dicembre alle casse dei supermercati aderenti o sul sito si potranno acquistare le card da 2, 5 e 10 euro che saranno trasformate in cibo per le tante persone in difficoltà.

Dunque non si acquisterà il cibo da donare, ma si acquisteranno le card con cui in automatico il supermercato metterà da parte tutti i soldi.

A fine Colletta, il valore complessivo di tutte le card acquistate sarà convertito in cibo non deperibile come pelati, legumi, alimenti per l’infanzia, olio, pesce e carne in scatola e altri prodotti che servono maggiormente.

Tutto il cibo così raccolto sarà distribuito alle persone bisognose tramite le strutture caritative partner della Colletta: per la Lombardia il Banco Alimentare della Lombardia che potrà aiutare 1.148 strutture caritative che assistono oltre 204.000 persone bisognose. Le card si potranno acquistare anche online sul sito del Banco alimentare.

Quindi non più scatoloni, ma card per l’edizione 2020. E nemmeno più volontari fuori dai supermercati, sempre per questioni di sicurezza.

Anche se un gruppo limitato di loro sarà presente nei supermercati il 28 novembre, ultimo sabato del mese, per invitare chi entra a partecipare alla raccolta, spiegando la particolare modalità di questa edizione ai tempi del Coronavirus.

In Lombardia è l’Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus a far parte della Rete Banco Alimentare composta da 21 organizzazioni sul territorio nazionale e da Fondazione Banco Alimentare Onlus.

Nel 2019 il Banco Alimentare della Lombardia ha aiutato, attraverso l’assistenza a 1.148 strutture caritative, 204.458 persone bisognose distribuendo gratuitamente 16.939 tonnellate di prodotti alimentari equivalenti a 92.800 pasti al giorno.

Garbagnate, ladro da record: sorpreso a rubare a 82 anni

Garbagnate ladro record 82 anniUn ladro da record a Garbagnate, è stato sorpreso a rubare… a 82 anni.

Una statistica non esiste, ma probabilmente il senaghese finito nelle mani dei Carabinieri alcuni giorni fa ha stabilito un vero e proprio record, ma un record ben poco invidiabile.

E’ il ladro più anziano che si sia mai visto operare nella nostra area.

 

L’anziano è stato   arrestato perché sorpreso a rubare pezzi di metallo nei locali del vecchio ospedale Santa Corona di viale Forlanini, struttura che purtroppo negli anni è stata letteralmente depredata dai ladri.

I carabinieri, dopo averlo fermato, sono rimasti sorpresi: l’uomo ha infatti addirittura 82 anni.

Si tratta di C.G., residente a Senago, che è stato fermato dai carabinieri mercoledì 11 novembre alle 11,30 mentre caricava, nel baule della sua autovettura, un grosso sacco contenente circa 10 chilogrammi di pezzi di rame e altro metallo.

L’anziano, dopo essere entrato di nascosto nei locali del vecchio ospedale, ha tagliato con una cesoia parti metalliche di un impianto.

Poi ha inserito il pesante bottino all’interno di un sacco e si è diretto verso la propria vettura, parcheggiata all’esterno, nascosta dietro la siepe del viale.

L’azione è però stata notata da una pattuglia dei carabinieri in servizio di controllo degli spazi dell’ospedale: l’anziano, che camminava faticosamente con un pesante sacco all’esterno del vecchio ospedale, non poteva destare sospetto, così i militari di via Bonetti sono intervenuti.

Il ladro è stato bloccato, portato in caserma e identificato. Per lui una denuncia per furto, ma anche una sanzione per avere violato le direttive del Dpcm sul Covid, infatti è stato trovato fuori dai confini del comune di residenza.

Saronno, la “banda delle macchinette” colpisce anche l’elementare Gianni Rodari

Si allunga la lista degli istituti scolastici saronnesi presi di mira dai furti: nella notte i ladri hanno “visitato” la scuola elementare Gianni Rodari rubando i soldi dal distributore delle bevande.

I malviventi si sono introdotti nell’edificio, nel quartiere Prealpi, rompendo il vetro di una porta di servizio al piano terra: dal corridoio sono poi arrivati nell’atrio dove hanno prelevato la cassetta coi contanti dalla macchinetta delle bevande, spaccando anche la porta a vetro, per poi scardinare quella del caffè. Sempre dall’atrio hanno portato via una fotocopiatrice, che è stata poi ritrovata in mattinata nel giardino della scuola.

Nel sopralluogo i carabinieri hanno rilevato come l’allarme, a protezione dell’edificio, al momento del colpo era guasto.

Avevamo fatto la segnalazione al Comune già nel mese di settembre per la riparazione dell’allarme rotto, senza però ricevere risposta”, ha detto Patrizia Rizzo, dirigente scolastica pro tempore dell’istituto comprensivo Ignoto Militi.

Il furto alla macchinetta del caffè alla Rodari si somma a quelli avvenuti nelle settimane e nei giorni precedenti con modalità simili negli istituti scolastici Aldo Moro, Zappa e Padre Monti.

Uboldo, non hanno soldi e guidano senza assicurazione

Sempre più automobilisti non pagano l’assicurazione. Numerose le auto sequestrate a Uboldo, i cui proprietari non dovranno pagare solo le spese di rimozione e recupero dal deposito (trascorso il periodo del dissequestro), ma anche sborsare 848 euro di multa, ridotti a 607,60 se pagano entro cinque giorni.

Sono tre le strade dov’è intervenuto più volte il carroattrezzi: in via Primo Maggio, nel parcheggio delle scuole e della Sos in via Ceriani e in via Mazzini. Alcuni veicoli erano sprovvisti di copertura da giugno, un paio addirittura dal 2018, altri da inizio 2019.

E’ un miracolo per i proprietari non essere rimasti coinvolti in incidenti: il rischio sarebbe stato enorme, soprattutto per sinistri mortali o gravi, perché non scattando il risarcimento dei danni chi non è assicurato – oltre a risponderne penalmente – si indebita a vita. Ci sono però anche i casi in cui l’automobilista non sappia di circolare senza copertura, magari perché si è dimenticato di pagarla.

“La situazione è molto critica – riferiscono al comando della polizia locale consorziata di Uboldo e Origgio – Nella maggioranza dei casi il motivo non è una dimenticanza, ma il fatto che tante famiglie non possono permettersi di pagare la copertura assicurativa. Così lasciano l’auto in strada o nei cortili, senza sapere che non è consentito dalla legge parcheggiare un veicolo privo di assicurazione”.

Così, seppure i tempi siano difficili, gli agenti municipali devono intervenire: sia quando controllano veicoli sospetti durante i pattugliamenti sia quando arrivano “soffiate”. Sì, perché non mancano cittadini che segnalano le vetture senza assicurazione.

Emergenza Covid, medici dell’Esercito negli ospedali di Monza e Desio

È stato accolto dall’Esercito l’appello di ASST Monza: dieci medici e dieci infermieri dell’Esercito già questa settimana saranno operativi all’ospedale San Gerardo di Monza. Si tratta di una prima risposta che vedrà in seguito l’aggiungersi di rinforzi, che verranno utilizzati anche in aiuto dell’ospedale di Desio.

Il programma prevede: l’attivazione di 40 nuovi posti letto sui due presidi per alleggerire la situazione di pressione dell’ospedale, l’allestimento di una struttura mobile esterna per gestire pazienti a bassa complessità e un nuovo modello operativo che agevoli anche le attività assistenziali.

Il Direttore Generale della ASST Monza, Mario Alparone, ha annunciato con un ringraziamento l’imminente aiuto dell’Esercito per affrontare la seconda ondata covid: “Vorrei ringraziare le Forze Armate, il COI, la Protezione Civile, Regione Lombardia per averci supportato in questo momento di particolare complessità. Un ringraziamento particolare va al colonnello Fabio Zullino, alla sua squadra e al Comando logistico dell’Esercito Italiano, per aver risposto prontamente al nostro appello. Il loro aiuto non verrà utilizzato solo per surrogare una temporanea mancanza di personale ma costruiremo un nuovo modello operativo appena raggiungeremo condizioni di sicurezza. Un nuovo modello operativo di tipo ospedaliero quindi come quello costruito invece sul territorio con gli hotspot avviati per primi a Varedo, a dimostrazione di come questa Azienda stia combattendo con visione e forza questa eccezionale situazione. Un ringraziamento a tutti gli operatori sanitari per la loro incessante opera di contrasto al virus“.

Ai ringraziamenti di Mario Alparone si sono aggiunti anche quelli dell’Assessore al Welfare Giulio Gallera: “Ringrazio infinitamente gli infermieri, i medici e gli operatori sanitari, la Direzione Strategica dell’Ospedale San Gerardo di Monza che in queste settimane hanno svolto un lavoro impressionante, reggendo ad una situazione delicata e difficile. Il coinvolgimento della sanità militare garantirà un valido supporto ai nostri professionisti e alle cure dei pazienti“.

Molto soddisfatto anche il sindaco di Monza, Dario Allevi, che nei giorni scorsi aveva lanciato vari appelli anche ai territori attorno alla Brianza e si era unito alle richieste d’aiuto rivolte all’esercito: “L’arrivo dei sanitari militari supporterà il personale in servizio nel nostro
ospedale ad affrontare con maggiore serenità i massacranti turni di lavoro imposti da questo maledetto virus. Mi auguro che i medici dell’Esercito possano restare a Monza fino a quando saranno ripristinate condizioni di normalità per la cura quotidiana dei nostri pazienti“.

Incidente con 4 feriti, traffico bloccato sulla provinciale tra Cogliate e Barlassina

incidente barlassina
foto da Facebook

Ci sono 4  feriti e il traffico completamente bloccato per l’incidente verificatosi questa mattina sulla provinciale che collega Cogliate e Barlassina e da qui all’imbocco della Milano-Meda.

L’incidente si è verificato sulla via Longoni di Barlassina, dove a scontrarsi sono state due vetture, una delle quali in sorpasso di un camion per la raccolta dei rifiuti. I mezzi inceidentati hanno di fatto bloccato l’intera carreggiata impedendo quindi il transito di altri mezzi in entrambe le direzione.
Sul posto è intervenuta la Polizia locale di Barlassina e un’ambulanza della Croce rossa di Lentate sul Seveso.

Al momento  da Areu sono segnalati 4 feriti, tutti  maschi di 32, 42, 49 e 51  anni. Notevoli le ripercussioni sul traffico.

Sgominata la banda dei moldavi: svuotava i bancomat con i comandi degli hacker | VIDEO

bancomat moldavi I carabinieri hanno arrestato nei giorni scorsi 6 cittadini moldavi accusati di far parte della banda che ha messo a segno una serie di furti ai bancomat di diverse località tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, inviando alla macchina il comando di erogare tutte le banconote contenute. 

I carabinieri del Comando Provinciale di Monza Brianza hanno eseguito gli arresti nelle province di Monza e della Brianza, Milano, Bologna, Modena, Vicenza e Mantova, Parma.

In  carcere sono finiti cittadini moldavi, di età compresa tra i 23 ed i 39 anni, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati ai danni di sportelli bancomat ATM, con la tecnica cosiddetta “Black Box”.

Attacchi informatici ai Bancomat per ottenere il denaro contenuto 

L’indagine, avviata dal Nucleo Investigativo di Monza nello scorso mese di settembre e portata avanti con mirate attività di pedinamento, appostamenti ed attività tecniche, ha consentito di documentare l’esistenza di un’organizzazione criminale molto attiva in Lombardia, i cui sodali pianificavano, in Italia e all’estero, numerosi attacchi informatici ai danni di sportelli bancomat, consistenti nell’“accreditarsi” come “amministratore di sistema” per poi ottenere l’erogazione di tutto il contante dagli ATM colpiti.
In particolare l’attività investigativa ha fatto emergere come l’organizzazione criminale fosse composta complessivamente da 12 persone: oltre agli odierni 6 arrestati, 3 sono attualmente ristretti in Polonia, uno è rientrato in Moldavia prima di essere fermato e 2 potrebbero non essere più sul territorio italiano.

Le successive indagini hanno inoltre dimostrato come i malviventi, suddivisi in tre squadre, dopo aver colpito alcuni obiettivi in Italia, a causa dell’emergenza COVID, si fossero trasferiti in Polonia, in Repubblica Ceca e in Lituania, facendo infine rientro in Italia a seguito dell’arresto, in Polonia, di un’intera squadra durante un tentativo di furto ai danni di uno sportello bancomat di quel Paese.

Inserivano nel bancomat un router per collegarsi con hacker dell’Est Europa 

Il modus operandi era sempre lo stesso: nella fase esecutiva, i malviventi dopo aver estratto – mediante effrazione – il pannello della luce di cortesia (per i postamat) o aver creato un foro nella parte laterale della tastiera (per gli ATM degli istituti di credito) ed aver avuto accesso al multicavo seriale, collegavano un device (verosimilmente un notebook) ad un router esterno (cosiddetta saponetta) consentendo così ad un team di hackers, che riteniamo essere dell’est Europa, di inoculare da remoto un malware capace di acquisire rapidamente i privilegi di amministratore del sistema operativo dell’ATM e quindi di lanciare il comando di erogazione delle banconote.

I sodali, senza fissa dimora e con numerose basi logistiche sparse tra le province di Milano, Monza, Bologna, Modena, Roma, Viterbo, Mantova, Vicenza e Parma, per ogni obiettivo adottavano molteplici e maniacali accortezze per eludere le indagini – utilizzo di autovetture intestate a prestanome, generalità diverse, continuo ricambio di utenze cellulari – pianificando nel dettaglio ogni attività, ed attribuendo un compito ben preciso ad ogni malvivente.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare la responsabilità del sodalizio criminale in ordine alla commissione di almeno 35 assalti bancomat tra tentati e consumati (è in corso di verifica la responsabilità del gruppo per oltre 20 ulteriori colpi) con un illecito profitto di circa 800.000 euro, commessi nell’arco di soli 7 mesi di cui alcuni anche all’estero.
Gli arrestati sono stati ristretti presso le Case Circondariali più vicine ai luoghi del fermo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Monza.

Saronno, anziano truffato dal suo compagno di stanza in ospedale

E’ stato truffato dal suo compagno di stanza in ospedale, la persona da cui meno se l’aspettava: prima se lo è lavorato ben bene fingendosi suo amico, poi, dopo la degenza, è riuscito a rifilargli gioielli taroccati intascando mille franchi svizzeri.

Quando ha conosciuto l’uomo di mezz’età, durante il ricovero al nosocomio di Saronno, Giuseppe Marchica, 87 anni, non avrebbe mai immaginato che dietro il suo volto si nascondesse un truffatore: “E’ stato bravissimo a fingersi amico – spiega – Quando sono stato dimesso, mi ha chiesto il numero di telefono, dicendomi che mi avrebbe chiamato quando avessero dimesso anche lui”. La chiamata è arrivata e i due si sono incontrati in un bar di Castellanza, dove abita l’anziano, per bene un caffè. Dopo qualche convenevole, il truffatore ha esordito: “Ho un affare per te”. Era credibile mentre riferiva di un suo amico che, poveretto, stava chiudendo la sua oreficeria in crisi per il Covid: tirando fuori un sacchetto con diversi gioielli (bracciali, collane e anelli), gli ha detto che stava cercando di venderli per conto suo per aiutarlo: “Mi ha chiesto 500 euro e io, pensando che fossero veri, ho accettato – racconta Giuseppe Marchica – Avevo con me, però, solo un biglietto di mille franchi svizzeri e lui lo ha preso dicendo che non aveva il resto ma me lo avrebbe portato”.

Si sono quindi accordati per la restituzione del denaro e la consegna delle certificazioni di garanzia dei preziosi. La seconda volta, però, il truffatore ha accampato qualche scusa, assicurando che gli avrebbe dato tutto un’altra volta. Da allora è sparito: “Non l’ho più sentito – afferma il castellanzese – Al telefono e ai messaggi non rispondeva, così gli ho scritto che se non si fosse fatto vivo entro due giorni sarei andato dai carabinieri”. Poi, la scoperta che i gioielli erano tutti falsi e la denuncia. L’uomo ha mostrato ai carabinieri di Castellanza le chat che dimostrano la truffa e così sono scattate le indagini.

Il malcapitato ha voluto raccontare la sua storia per mettere in guardia le persone anziane come lui: “E’ facile farsi abbindolare da questi personaggi con proposte che sembrano allettanti”. Ripensando a quanto accaduto, il pensionato mette in conto che potrebbe essere stato intontito con qualche sostanza.

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