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Divieto di fumo a Milano in parchi e fermate: il 7% dell’inquinamento è per le sigarette

Scatta il divieto di fumo all’aperto a Milano. Da martedì 19 gennaio niente sigarette nei parchi pubblici della città, nelle aree cani, nei cimiteri, nelle aree attrezzate destinate al gioco, allo sport o alle attività ricreative dei bambini, nelle strutture sportive compresi gli spalti, alle fermate di attesa dei mezzi pubblici, inclusi i posteggi dei taxi.

Secondo l’Arpa Lombardia certificano il 7% del Pm10 a Milano è causato dal fumo del tabacco (il 45% è causato da auto e camion e il 19% dai riscaldamenti). Il divieto di fumo però non è totale: se si sta a una distanza di almeno 10 metri dagli altri si potrà fumare anche nei luoghi all’aperto come parchi e fermate di bus e tram.

Addizionale Irpef, Uboldo alza l’esenzione fino a 12.500 euro

Al centro il sindaco Luigi Clerici

Chi ha un reddito Isee inferiore ai 12mila 500 euro non dovrà pagare l’addizionale Irpef: questa la novità più significativa introdotta a Uboldo sul fronte tributario. “Siamo fra i comuni che hanno alzato la soglia dell’esenzione – ha precisato in consiglio comunale il sindaco Luigi Clerici – Ci sembra il provvedimento più adatto per venire incontro alle famiglie in un periodo così difficile dal punto di vista economico”. Anche a Uboldo, infatti, sono tanti coloro che hanno chiesto i buoni spesa per poter arrivare a fine mese: sono i nuclei familiari segnati dalla perdita del lavoro o dalla cassa integrazione, che in futuro potrebbero diventare un peso anche sotto l’aspetto abitativo. Gli scaglioni sono due: da 12mila 500 euro a 75mila si pagherà il 6 per mille, oltre i 75mila euro il 6,5.

Il consigliere di Uboldo al Centro Matteo Pizzi si è rammaricato: “Ci aspettavamo una maggiore proporzionalità. Chi può contribuisca di più e chi non può tiri il fiato. Per questo voteremo contro”. Luca Saibene, di Uniti per Uboldo, ha auspicato che “si possa frazionare sempre più l’aliquota in modo progressivo, rispettando il dettato costituzionale  della proporzionalità, che chiediamo inutilmente dal 2014. Ci asterremo, ma vi invitiamo ad andare avanti sulla strada intrapresa”.

Clerici ha messo in evidenza come tanti comuni pongano gli 8mila euro come soglia di esenzione, rimarcando quanto sia stato già grande lo sforzo: “Abbiamo alzato la soglia del 50% e la nostra speranza è che dal 2022 si possa fare sempre di più”.

Paderno Dugnano, ladri come topi a scuola: rubati 18 computer anche per la didattica a distanza

Sarebbero almeno 18 i computer rubati dalla scuola don Milani di Paderno Dugnano. Nello scorso fine settimana l’istituto di via Mascagni è finito nel mirino di alcuni ladri. Di certo non ha operato solo un ladruncolo in solitaria per ripulire l’intera scuola dai pc portatili. Non è ancora chiaro quando abbiano messo a colpo il piano che è avvenuto tra sabato e domenica notte.

I primi ad accorgersi sono stati i collaboratori scolastici che lunedì mattina hanno aperto la scuola poche decine di minuti prima dell’inizio delle lezioni. Secondo una prima ricostruzione, i ladri sono entrati nel giardino dell’istituto, poi hanno puntato all’edificio centrale, forzando una porta hanno penetrato la scuola e si sono diretti all’aula al cui interno sono custoditi tutti i computer utilizzati ogni giorno dalle varie classi. Dapprima hanno tentato di forzare la serratura che non ha ceduto, nonostante i colpi ben assestati hanno danneggiato anche il muro.

A quel punto ai ladri non è rimasto altro che tagliare la porta come se fosse una scatola di sardine: si sono creati un buco da cui presumibilmente uno di loro è passato. Una volta all’interno dell’aula ha aperto gli armadi e ha passato uno a uno i portatili facendoli passare da sotto la porta. Una volta finito hanno fatto visita anche all’edificio più piccolo danneggiando un altro infisso. Secondo la prima conta dei danni mancherebbero all’appello almeno 18 pc utilizzati uno per ogni classe non soltanto per la didattica a distanza in questi mesi di emergenza sanitaria. Quei computer erano fondamentali anche per le lezioni in presenza infatti garantivano l’utilizzo della lavagna interattiva multimediale. Purtroppo per la don Milani non è la prima razzia di materiale digitale, anche qualche anno fa è stato fatto un furto simile con un copione non molto diverso. 

Simone Carcano 

Bollate, 10mila euro per un App che aiuti a crescere i negozi di vicinato

Il Comune di Bollate ha messo a disposizione un bando finalizzato a dare risorse per promuovere progetti di innovazione digitale. L’obiettivo è fornire un’ulteriore mano ai commercianti locali particolarmente colpiti dal calo di produzione determinata dall’emergenza Covid-19. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto di 10mila euro che può essere utilizzato per coprire esclusivamente le spese di investimento.

I destinatari del bando sono le start up innovative già costituite in forma societaria (micro e piccole imprese), i professionisti singoli e associati, attivi da almeno 6 mesi e non più di 48 sul territorio bollatese di età compresa tra i 18 e i 35 anni; ma anche gli aspiranti imprenditori di età tra i 18 e i 35 anni che, a proposta progettuale accettata, si impegnino a costituire e registrare nella sezione speciale del Registro Imprese della Camera di Commercio una nuova start up innovativa con sede operativa a Bollate. Naturalmente l’obiettivo finale sarà quello di promuovere il commercio di prossimità.

Le domande dovranno essere inviate esclusivamente a mezzo PEC all’indirizzo [email protected] specificando nell’oggetto: “Partecipazione alla selezione per lo sviluppo di strumenti informatici (APP), per la promozione del commercio locale bollatese”.

La data di scadenza per l’invio delle domande è fissata al 19 febbraio 2021, ore 12.

Lentate, spacciavano droga a Milano: perquisizione coi cani, 20enne arrestato, 24enne denunciato

lentate droga Domenica mattina 17 gennaio,  la Polizia di Stato ha arrestato un 20enne di Lentate sul Seveso per detenzione e spaccio di stupefacenti, e denunciato a piede libero per lo stesso reato un 24enne anch’egli di Lentate.

Le indagini   hanno avuto origine dall’intervento di una volante, intorno alle ore 10 di domenica, presso un condominio di via Settembrini. Da un appartamento abitato da 4 ragazzi, tra i 19 e i 21 anni, proveniva un forte odore di sostanze stupefacenti come marijuana e hashish.

Marijuana e hashish in un appartamento di Milano abitato da 4 giovani

Quando i poliziotti hanno bussato alla porta, ha aperto un 19enne italiano, e un forte odore di marijuana ha portato gli agenti a perquisire l’alloggio dove, all’interno, si trovavano altri 3 ragazzi tra i 18 e i 21 anni. La perquisizione, effettuata dagli agenti col supporto delle unità cinofile, ha portato al sequestro di un totale di circa 15,51 grammi di marijuana e altri 15 di hashish, sostanze rinvenute nel bagno in un vasetto con la scritta “sale”, sotto il lavello della cucina e in una custodia da occhiali nell’armadio. Un bilancino di precisone, con residui di hashish, è stato rinvenuto in un pensile della cucina e i 4 giovani sono stati segnalati alla Prefettura competente quali assuntori di sostanza stupefacenti.

Le indagini dei poliziotti hanno poi permesso di risalire all’identità del fornitore di droga, un 20enne italiano, già con precedenti di polizia, residente a Lentate sul Seveso (MB). Quest’ultimo è stato individuato in piazza Luigi di Savoia mentre, nelle prime ore del pomeriggio, alla guida della propria macchina e in compagnia di un amico 24enne, cedeva sostanza stupefacente ad un 19enne. La perquisizione dell’automobile ha portato al sequestro di circa 120 grammi di marijuana e 24 grammi di hashish, con 175 euro, quale provento di spaccio, che i due soggetti avevano nelle proprie tasche.

Spaccio di droga, perquisizioni a Lentate sul Seveso 

Gli agenti hanno infine raggiunto le abitazioni di entrambi i soggetti a Lentate sul Seveso con il supporto di unità cinofile: nella casa del 20enne sono stati sequestrati ulteriori 54 grammi di marijuana e la somma contante di 1290 euro, portando quindi all’arresto per spaccio del ragazzo. Ha avuto esito negativo invece la perquisizione del domicilio del 24enne, che è stato denunciato a piede libero per lo stesso reato.

Limbiate, da 10 mesi in giro con auto confiscata, i vigili lo aspettano a casa e gliela portano via

Limbiate rimozione Un uomo di Limbiate ha continuato a circolare indisturbato con l’auto confiscata e non assicurata per ben 10 mesi, fino a quando, finalmente, la Polizia locale è riuscita a prendere possesso del veicolo, che è già da tempo di proprietà dello Stato.
Si è conclusa solo la scorsa settimana l’incredibile vicenda di un veicolo confiscato dieci mesi fa.
A marzo del 2020 -riassumono dal comando di Polizia locale di Limbiate- veniva sequestrata per mancanza della copertura assicurativa una Fiat Panda di proprietà di un uomo di Limbiate, che non provvedeva nè a stipulare una nuova polizza nè a pagare il verbale, tanto che il veicolo veniva dichiarato confiscato dalla Prefettura di Monza.
Nonostante fosse di proprietà dello Stato, il proprietario continuava ad utilizzare l’auto indisturbato circolando quindi anche senza Rca.

Limbiate, usa l’auto già confiscata: denunciato e revocata la patente 

L’uomo veniva più volte invitato dagli agenti del Comando a consegnare il mezzo alla depositeria indicata dalla Prefettura con molte telefonate, ma ogni volta il proprietario prometteva di consegnarlo senza concretizzare nulla.

Addirittura raccontava trovarsi all’estero e di non poter portare il mezzo presso la depositeria. Dichiarazioni smentite grazie ai lettori targhe presenti sul territorio che continuavano a registrare i transiti della Fiat Panda.
La scorsa settimana, gli agenti si sono recati al domicilio dell’uomo, dove si appurava che lo stesso si era recato al lavoro con la Fiat Panda confiscata a Busto Arsizio.
Gli agenti hanno atteso il rientro dell’uomo e non appena è tornato a Limbiate, lo hanno fermato per contestargli la circolazione reiterata senza copertura assicurativa, la circolazione con veicolo sottoposto a sequestro, una denuncia all’autorità giudiziaria per appropriazione indebita, in quanto usava il veicolo di proprietà dello Stato e la revoca della patente di guida. Inoltre, veniva finalmente recuperata l’auto per il trasporto al deposito giudiziario.

Lombardia zona rossa, Fontana e Moratti contro il Governo: oggi ricorso al Tar

È ancora polemica in Regione per la decisione del Governo di porre la Lombardia tra le regioni in zona rossa. Nelle ultime ore è tornato ad esprimersi il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che nei giorni scorsi aveva fatto sapere il suo disappunto nei confronti di un provvedimento giudicato “ingiusto”, perché “il solo dato dell’Rt non è sufficiente per dichiarare una regione in zona rossa“.

È per questo motivo che Regione Lombardia ha optato per il ricorso al Tar del Lazio, presentato questa mattina, lunedì 18 gennaio. “Sono convinto – ha scritto il Presidente Fontana – che la zona arancione, con una particolare attenzione sulle scuole, avrebbe garantito la sicurezza. Il Governo deve rivedere gli incongrui parametri che regolano le aperture, le chiusure e in sostanza la vita dei cittadini. Ora facciamo ricorso. Puntiamo a sederci a un tavolo tecnico della modifica dei parametri. Tavolo di confronto che il Governo ha più volte promesso, ma mai aperto, anzi, ha stretto le soglie sugli stessi parametri e portato la Lombardia in zona rossa“.

A sostegno della decisione del Presidente Fontana c’è la nuova Vicepresidente e Assessore del Welfare Letizia Moratti, che ha invitato il Ministro della Salute Roberto Speranza a sospendere la zona rossa per 48 ore, in attesa dei dati aggiornati di martedì. “La revisione sollecitata per martedì sulla base di questi dati – spiega l’Assessore Moratti – potrà essere molto più puntuale e oggettiva e dimostrare il minor grado di rischio di Regione Lombardia. Si tratta di una sospensiva di 48 ore che sono certa troverà poi una conferma definitiva per l’intera Regione a seguito del ricalcolo aggiornato degli indici che alla data del 16 gennaio a Regione Lombardia risulterebbe di 1,01 in decremento dall’1,17 di domenica 10 gennaio“.

Arrestato a Solaro per spaccio e ai domiciliari, arrestato di nuovo a Bollate per evasione

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I carabinieri di Bollate hanno fermato ieri mattina un 28enne arrestato pochi giorni fa per spaccio di droga che avrebbe dovuto restare agli arresti domiciliari.

I militari della locale tenenenza hanno fermato in via Lombardia angolo via Veneto, l’auto su cui viaggiava L.G.B., cittadino italiano classe 1992, già noto alle Forze dell’ordine. L’uomo era agli arresti domiciliari nella sua abitazione di residenza, a seguito dell’arresto per cessione sostanza stupefacente operato il 6 gennaio scorso dai carabinieri di Solaro.

Per questo motivo l’uomo veniva tratto in arresto nella flagranza del reato di evasione.

L’uomo è stato quindi portato in camera di sicurezza in attesa del giudizio per direttissima del Tribunale.

Riapre il punto tamponi a Caronno, ma non è boom di test

Il punto tamponi per il test rapido del Covid-19, allestito a Caronno Pertusella nell’ex scuola “Dante Alighieri” di via Ariosto ha riaperto due sole mattinate ma senza boom di test: qualche decina le persone che si sono presentate nel tendone allestito per accogliere in modalità drive-through o a piedi in collaborazione con l’Associazione Carabinieri in Congedo.

I primi a giungere sul posto di prima mattina sfidando una temperatura polare e raffiche di vento, sono stati come sempre i volontari dell’Associazione Carabinieri, pronti a garantire il rispetto delle norme di distanziamento e a supportare, per ogni necessità, il personale del Laboratorio Biomedico Bionalisi: “Siamo tornati a Caronno dopo avere dato supporto anche al punto tamponi di Malnate, dove sono arrivate in queste settimane centinaia di persone”, riferisce Giovanni Salafia.

Non è stato proprio un boom, ma comunque una prestazione importante, per garantire la quale il consiglio comunale si era pronunciato all’unanimità. “Nelle prossime settimane – annuncia l’assessore alle Politiche sociali Sebastiano Caruso – il servizio sarà effettuato, in relazione all’affluenza, nei giorni e orari che verranno anticipatamente pubblicizzati sulla app  Municipium”.

Ulteriori informazioni potranno essere fornite telefonando al numero 03311710121 dalle 13 alle 17.

Incidente a Corsico, marito morto e moglie grave: costituito il pirata, è senza patente

Corsico incidenteIeri pomeriggio si è costituito nella caserma dei carabinieri di Corsico un 32enne marocchino che ha dichiarato di essere alla guida della Bmw che ha travolto l’auto su cui ha perso la vita Renato Fabbi di 60 anni ed è rimasta ferita in maniera grave sua moglie, 59enne.

L’uomo alla guida dell’auto, che ha provocato l’incidente saltando uno stop, era fuggito dopo il violento impatto. Secondo alcune testimonianze, però, non era solo nell’auto.

Il 32enne che si è presentato ai carabinieri è un immigrato regolare con precedenti penali e senza patente. Sarebbe questo il motivo, da lui dichiarato, per il quale si è dato alla fuga senza chiamare i soccorsi.

L’auto di cui era alla guida è intestata ad un prestanome.

I carabinieri sono ancora al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica del tragico incidente e cercare l’eventuale complice dell’uomo che si è costituito. Il figlio della coppia che era sull’altra auto, aveva affidato il suo sfogo a Facebook, annunciando l’intenzione di voler cercare personalmente i responsabili. “Hanno provocato l’incidente e poi sono scappati, mi hanno rovinato la vita”

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