Vi ricordate gli anni ‘70 quando l’Italia visse il periodo dell’Austerity? A causa della guerra del Kippur, vi fu una forte contrazione nelle forniture di petrolio che costrinse il governo ad adottare misure straordinarie, tra cui le famose domeniche senza auto, con gli italiani costretti a riscoprire la bicicletta.
Da allora non è cambiato molto, noi italiani facciamo in fretta a dimenticare le emergenze e a non fare nulla per evitare che ritornino.
E oggi, a causa della guerra tra Usa, Israele e Iran, non è detto che la situazione resti tranquilla. Come scrivevamo due settimane fa, se questa guerra non finisce in fretta, c’è il rischio che le cose si complichino parecchio.
Certo, la chiusura dello stretto di Hormuz in teoria non causa grossi guai ai nostri rifornimenti di petrolio, perché solo il 5% di greggio italiano passa da lì, ma dovete sapere che ci sono Paesi asiatici che sono già in ginocchio e stanno finendo le scorte: le Filippine hanno dovuto ridurre la settimana lavorativa a 4 giorni per far circolare meno auto, il Pakistan ha chiuso le scuole per due settimane, in Myanmar sono state introdotte le targhe alterne, a Taiwan si valuta la riapertura di una centrale nucleare, in Bangladesh si stanno attuando blackout programmati…
Ma soprattutto l’immensa India comincia ad avere grosse difficoltà. Dove andranno a prendere il petrolio questi Paesi quando finiranno le scorte? Cercheranno di “soffiarlo” a noi pagandolo di più! Risultato: prezzi alle stelle e… cominciamo a gonfiare le gomme alle biciclette.
Piero Uboldi


