Io non faccio la spesa all’Esselunga e anzi ho buone ragioni per essere un po’ deluso da chi guida tale grande catena. E il Notiziario è uno dei pochi giornali su cui Esselunga non fa pubblicità. Per cui mi sento liberissimo di dire ciò che penso sulla famosa pubblicità della bambina con la pesca che va in onda in tv da una settimana, e non me ne frega niente che già tutti abbiano detto la loro.
Io trovo quella pubblicità davvero bella, ma bella in tutti i sensi: nella poesia, nella realizzazione tecnica e nel messaggio che passa.
Sì, il messaggio mi piace perché… è normale. Una mamma, un papà, una figlia e una separazione. Da anni vediamo in tv pubblicità che ci impongono un chiaro messaggio sociale e culturale: si vedono quasi ovunque coppie omosessuali e multietniche per farci capire che anche quella è la normalità e va accettata e rispettata. E’ giustissimo, è sacrosanto!
Ma io non ho bisogno di una pubblicità per farmi inculcare un messaggio di civiltà che fa già parte del mio Dna! Mi dà solo fastidio sentirmi martellato da messaggi che già condivido, come se fossi un imbecille da indottrinare.
E allora viva la normalità, viva la poesia che c’è in quella piccola storia di vita quotidiana dello spot di Esselunga. E poco importa se la bimba prima di portare alla cassa la pesca non l’ha pesata: concediamo al regista la licenza poetica.
Piero Uboldi
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