Il mondo della moda saluta uno dei suoi protagonisti più influenti: Giorgio Armani si è spento oggi 4 settembre all’età di 91 anni. La notizia è stata diffusa dal gruppo che porta il suo nome, con parole che riflettono il rispetto e la gratitudine per una figura che ha plasmato mezzo secolo di stile e visione: “Con infinito cordoglio – si legge in una nota – il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore”.
Un’eredità che ha attraversato confini
Dalla nascita del brand negli anni ’70 fino alla sua affermazione come colosso internazionale, Armani ha costruito un impero fondato su sobrietà, precisione e indipendenza creativa. Il marchio ha superato i 2,3 miliardi di euro di fatturato nel 2024, mantenendo una coerenza estetica che ha ridefinito il concetto di abbigliamento professionale e femminilità.
Le origini di un maestro di moda inclusiva e sofisticata
La carriera di Armani ebbe inizio tra le vetrine della Rinascente di Milano, per poi decollare grazie alla collaborazione con Nino Cerruti. Nel 1974 lancia la sua prima linea e l’anno successivo, insieme a Sergio Galeotti, fonda l’azienda che porterà il suo nome. Da quel momento, la moda non sarebbe più stata la stessa. Fedele alla sua visione, Armani ha sempre mantenuto il controllo totale della sua azienda, evitando investitori esterni e la quotazione in borsa. Negli ultimi anni ha avviato un passaggio di consegne discreto, affidando ruoli strategici a collaboratori storici come Leo Dell’Orco.
Armani ha vestito le star più luminose di Hollywood e ha firmato costumi per pellicole che hanno fatto la storia, da American Gigolò a The Wolf of Wall Street. Tra i numerosi premi ricevuti spicca il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La sua influenza ha attraversato generazioni, promuovendo una moda inclusiva, sofisticata e sempre attenta al talento emergente.
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