Verrebbe da dire che è la rivoluzione dei rifiuti più “pazza” d’Italia quella che sta per andare in scena da luglio a Baranzate, primissima periferia a nord di Milano, ma in realtà è più giusto definirla la rivoluzione dei rifiuti più coraggiosa d’Italia, senza alcun dubbio. Protagonista di questo profondo e coraggioso cambiamento è l’amministrazione comunale di Baranzate, che da più parti (perfino da Google) viene definito il Comune più multietnico d’Italia, con oltre sessanta etnie diverse residenti in città. Se consideriamo tutti i residenti, inclusi coloro che vivono a Baranzate senza essere registrati, circa la metà della popolazione è di origine straniera. E tra poco tutta questa popolazione multietnica sarà costretta a differenziare i rifiuti casa per casa, appartamento per appartamento, se no… non verranno ritirati.
Come funzionerà la raccolta rifiuti differenziata a Baranzate
Oggi Baranzate ha una raccolta differenziata normale, ossia sacchi condominiali per la plastica, bidoni per vetro, alluminio e carta, e sacchi condominiali per l’indifferenziato. Ebbene, tra meno di tre mesi i sacchi condominiali dell’indifferenziato spariranno. I baranzatesi come faranno a gettare l’indifferenziato? Ognuno avrà a casa sua (in casa) un bidoncino da 40 litri con microchip, lo riempirà in casa con l’indifferenziato e una volta alla settimana passerà il servizio a svuotarli. Ma attenzione! Nella tassa rifiuti base saranno inseriti solo pochi svuotamenti all’anno (da 6 a 12). Chi metterà il suo bidoncino fuori più volte oltre quel limite si vedrà aumentare la tassa rifiuti di qualche euro ogni volta che metterà fuori il bidoncino per lo svuotamento. Insomma, più indifferenziato si produce, più si paga, famiglia per famiglia.
Bidoncino con microchip nel comune più multietnico d’Italia
Ma non è tutto: per avere il bidoncino si dovrà andare a registrarsi in comune. In questo modo anche chi vive in appartamenti con affitto in nero che non si registra in Comune (e probabilmente a Baranzate sono in tanti) dovrà farsi avanti e dichiarasi, se no non riceverà il bidoncino e non potrà gettare i suoi rifiuti indifferenziati. Ma, facendosi avanti, dovrà anche pagare la Tassa rifiuti che oggi chi non si dichiara non paga.
Nuova raccolta rifiuti: ci sono due grandi interrogativi
A questo punto però si pongono due problemi:
1) Come spiegare tutte queste novità a chi parla il bengalese, il thailandese, il peruviano, l’arabo, il ghanese o il cinese? Baranzate dal 2 maggio all’11 giugno organizzerà tredici assemblee pubbliche e distribuirà materiali in tutte le lingue possibili. Ma gli stranieri verranno a quelle assemblee?
2) Come si può essere sicuri che tutti, anche chi non è registrato in Comune e magari non ha il permesso di soggiorno, si faranno avanti per prendere il bidoncino e pagare la Tari? Non è più probabile che resteranno nell’ombra per poi gettare l’indifferenziato per strada o nei cestini pubblici? Staremo a vedere, ma sicuramente occorreranno controlli severi. Baranzate sarà in grado di farli?
Baranzate non è certo il primo Comune che adotta la linea dura sui rifiuti, introducendo i microchip e la “tariffa puntuale”, ma è sicuramente il primo Comune a farlo tra quelli che hanno una situazione così multietnica e complessa.
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