“Troppa distanza tra chi legifera e la realtà” Inizia così lo sfogo di Fabrizio Massari, 44enne di Novate Milanese e, imprenditore nel settore ristorazione.
Dopo 20 anni nel campo dell’alimentazione, Fabrizio ha deciso di dare vita insieme all’amico Paolo Catturini , a “Squisite Passioni”, una piccola realtà con sede in via Ubaldo Panceri a Paderno Dugnano , con lo scopo di far conoscere le eccellenze della produzione alimentare italiana.
I clienti principali di Fabrizio e Paolo sono proprio i bar e i ristoranti “ si parla sempre di ristoranti e bar, ma ad essere danneggiata da queste chiusure è l’intera filiera che sta dietro al negozio fronte/strada- continua Fabrizio – ci sono, per citarne alcuni, i fornitori di alimenti e bevande, le lavanderie specializzate nella grande distribuzione. Siamo completamenti fermi, in balia delle decisioni della domenica sera. Ma come si fa?”.
Fabrizio è arrabbiato e deluso, la sua categoria, non vede nessuna prospettiva di rilancio, nessun aiuto concreto si prospetta all’orizzonte “ insieme ai colleghi che operano nel campo del turismo, la mia categoria è quella che più di tutte si sta indebitando, e non sento parlare di piani concreti di ripresa; quando, e se ripartiremo- prosegue – lo faremo da indebitati e sarà davvero dura”.
Ma Fabrizio non vuole solo urlare la sua rabbia, ha delle idee chiare e precise “ Innanzitutto, non servono politiche di incentivazione all’assunzione, o meglio, servono, ma più importante è darci un aiuto concreto a garantire un posto di lavoro al nostro organico ed inoltre – continua parlando a nome della sua categoria- detassateci!
Non stiamo chiedendo di smettere di pagare, ma se guardo la mia bolletta della luce, su 1.000 euro in totale, la metà o quasi sono tasse. Fateci pagare 500 euro, aiutateci a non indebitarci”.
Si perché Squisite Passioni non ha chiuso, l’ufficio è aperto, le celle frigorifere non si possono spegnere, le bollette maturano e il delivery ai privati fatica a decollare” io sono il primo che appena posso mi fermo al bar e ordino un caffè, sto in coda al freddo in attesa del mio turno e sempre al freddo lo bevo. Siamo in tanti. Ma la mia categoria può sopravvivere solo grazie alla “ solidarietà” delle persone?” conclude Fabrizio.
Manuela Miceli
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