Bollate, barricato per cinque giorni in camera da letto.
Alle 21 di giovedì scorso sono intervenuti i carabinieri e i pompieri in una palazzina che si affaccia sulla via Monte Cengio, a causa di un’emergenza piuttosto insolita.
Non voleva uscire dall’abitazione in cui lo ospitava il cugino a Bollate
Pare che un giovane nordafricano 30enne sia rimasto barricato per ben cinque giorni in una camera dell’abitazione del cugino (che lo ospita) e non volesse saperne di uscire. Il 30enne per impedire l’accesso alla camera sembra che l’avesse bloccata ponendovi contro un materasso e un mobile, così che fosse impossibile aprire la porta. Sconosciuti i motivi di quel singolare comportamento. Per risolvere una situazione che stava diventando preoccupante, è stato richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri.
Una volta sul posto, militari e pompieri si sono resi conto che era necessaria un’azione di convincimento più che un’azione di forza. Sono stati i militari così a intraprendere un dialogo con il trentenne, finchè l’opera di convinzione dei militi dell’Arma riusciva a fare breccia nella psiche forse instabile dell’uomo, che alla fine apriva la porta della stanza.
Ma la vicenda non è finita qui, perché una volta aperta la porta lo straniero ha cominciato a esprimersi solo a gesti, come se fosse muto, anche se muto in realtà non è. Ha fatto capire che avrebbe parlato solo cinque giorni dopo, e anche di questo non si sa il perché. Una carabiniera, con grande abilità e parole pacate, è riuscita a convincerlo a salire sull’ambulanza della Croce rossa di Settimo milanese giunta sul posto. Successivamente giungevano sul posto richieste dai carabinieri anche due dottoresse per visitare l’uomo, che poi verso le 23 è stato condotto in ospedale per ulteriori accertamenti.


