Bollate, Elisa Cecchetti: una donna col softball nel sangue.
Non si è ancora spenta l’eco in Città per la conquista del 14° scudetto dell’Mkf Bollate davanti al proprio pubblico e, dopo un meritato riposo in quel di Lampedusa e in Norvegia, incontro Elisa Cecchetti, capitana del Bollate Softball e atleta militare dell’Esercito Italiano, per una intervista che ne mette in luce il lato umano e sportivo.
Elisa è nata nel 1995, bollatese, veste la casacca n° 15 e ha un palmares di tutto rispetto: 2 Scudetti (2020 e 2024); 2 Coppe Italia (2018 e 2019); 1 Coppa dei Campioni (2019); 2 Winner Cup, per intenderci la Coppa delle Coppe, (1 con l’MKF nel 2018 e quest’anno con le olandesi delle Sparks), per non dimenticare i 4 trionfi Europei con la Nazionale Italiana nel 2015, 2019, 2021 e 2024 con oltre 100 presenze in Nazionale compresa la partecipazione nel 2020 alle Olimpiadi di Tokyo.
Bollate, Elisa Cecchetti: una donna col softball nel sangue. l’intervista
Mi sembra che anche quest’anno hai uno score di tutto rispetto?
“Sì, ho ottenuto in attacco una media battuta di .480 con 4 fuoricampo,41 punti battuti a casa, 36 punti segnati e in difesa 4 colti rubando su 4 tentativi”.
Tutto questo quando ha inizio?
“Avevo 5 anni quando seguendo mia cugina Greta, ho iniziato a frequentare i diamanti di Ospiate, Guido Soldi con sua sorella Maddalena hanno iniziato a coinvolgermi e da lì tutto ha avuto inizio”.
Hai iniziato subito come catcher?
“No, come interbase ma in seguito le esigenze di squadra hanno fatto si che iniziassi a ricoprire il ruolo di ricevitore. Poi con la partenza di Amanda Fama e la richiesta della società, sono tornata a ricoprire anche la posizione 6 e mi alterno con Princic dietro casa base”.
Da un ruolo di movimento a un ruolo ‘statico’. Quale preferisci?
“Assolutamente il catcher anche se richiede uno sforzo psico-fisico non indifferente. Sei sulle ginocchia per tutta la partita e hai un archivio in testa per selezionare i lanci delle tue compagne di squadra e mandare a memoria le debolezze degli avversari che si presentano di volta in volta nel box di battuta”.
Tu guidi i lanci di Laura Bigatton e Alice Nicolini tue compagne anche in Nazionale…
“Lalla è destra, un giocatore versatile e molto passionale in campo. Alice è mancina, cinica e sempre in controllo della situazione. Entrambe efficaci e due punti saldi della nostra pedana bollatese assieme a Greta”
Il Mondiale giocato in Italia non è andato molto bene, mi sembra che il livello di gioco si sia abbassato, cosa ne pensi?
“Dopo la vittoria con la Cina, nelle partite con Canada, Portorico e Australia ci è mancato davvero poco per cambiare le sorti del nostro mondiale. Sono partite giocate contro squadre di ottimo livello e non siamo riuscite a concretizzare il risultato. Penso che giocarci il 3°/4° posto fosse alla nostra portata ma non ci resta che imparare da queste sconfitte”.
Poi a distanza di un mese vi siete rifatte vincendo l’Europeo in Olanda a mani basse. Cosa è cambiato?
”Il Mondiale e l’Europeo sono stati due tornei completamente diversi per valori in campo, giocati anche in momenti diversi della stagione. Volevamo davvero portare in Italia il titolo europeo battendo in finale la Gran Bretagna che schierava in pedana l’ottimo pitcher Corrick. Un risultato davvero importante, per il quale voglio ringraziare anche il Centro Sportivo Esercito, che mi sostiene e mi aiuta a centrare traguardi sportivi così prestigiosi”.
Cosa ti hanno detto le olandesi Vonk e Saskia tue ex compagne nel Bollate Softball a fine torneo?
“Tra di no c’è molto rispetto, mi hanno fatto i complimenti”.
Ti piacerebbe una esperienza all’estero e se sì dove?
“Certamente, in Giappone o negli Stati Uniti”. Dopo l’attività sportiva come passi il tempo? “Recupero dallo stress delle partite e preparo l’impegno successivo”.
Sei capitana dell’Mkf: sei abituata a comandare?
“No, no! Nel Bollate softball il capitano ha tutto un altro ruolo. E’ simbolico, di supporto alle compagne. Un tramite tra il dog-out, il manager e la Società”.
Nel tempo libero cosa fai?
“Amo viaggiare e fare passeggiate in montagna”.
Tua mamma è sempre in tribuna, dopo le partite a casa commenta?
“Non commenta ma mi supporta e aiuta a concentrarmi”.
A parte Guido Soldi che è un pò il padre di tutte le giocatrici, a quale allenatore devi qualcosa?
“In particolare a nessuno, tutti hanno contribuito alla mia crescita”.
Elisa Princic, Lucia Polini, Delia Manera sono il futuro del Bollate softball?
“Si, ma altre stanno crescendo” Riposti guanto e schinieri resterai nell’ambiente?
“Mi piacerebbe, anche perché vorrei restituire qualcosa al mondo del softball” In battuta soffri qualche lanciatrice?
“In particolare nessuna perchè mi piace la sfida, ma vorrei reincontrare in futuro la statunitense Megan Faraimo. Contro di lei al mondiale sono andata in bianco”.
Baratteresti nella prossima stagione lo scudetto con la Coppa dei Campioni?
“No! Li voglio vincere tutti e due”. Recentemente hai incontrato Mike Piazza manager della Nazionale Italiana di Baseball ed ex stella dei Dodgers di Los Angeles che pochi giorni fa hanno sconfitto i New York Yankees nelle World Series. Cosa vi siete detti? “L’ho fatto ridere perché gli ho detto che tifo Yankees”.
Gianluca Zamperini
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